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Counseling Day 2023


 
È ripreso mercoledì scorso, in Commissione Giustizia della Camera, l’esame dei disegni di legge di riforma delle professioni. Due le proposte all’ordine del giorno: il disegno di legge 503 “Riforma delle professioni intellettuali” presentato da Maria Grazia Siliquini e il disegno di legge 3480 “Misure di sostegno e di incentivo per lo sviluppo delle libere professioni” presentato da Antonino Lo Presti. Nella seduta del 24 novembre, è iniziata la discussione sul disegno di legge 3480 Lo Presti, che, all’epoca della sua presentazione, nel giugno 2010, aveva incassato il plauso del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che aveva apprezzato, in particolare, la proposta di consentire ai professionisti la compensazione dei crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni con i debiti tributari, di ricevere incentivi come le imprese e di reintrodurre i minimi tariffari negli appalti pubblici.

Il ddl 3480 Lo Presti, infatti, mira a semplificare e rafforzare i rapporti tra professionisti e P.A., a incentivare l’attività professionale, a prevenire i casi di insolvenza dei professionisti e a valorizzarne il patrimonio.

Il Capo II disciplina la certificazione dei crediti vantati dal professionista nei confronti della PA, consentendone la cedibilità a terzi.

Il Capo III detta norme volte alla soluzione delle crisi da sovraindebitamento dei professionisti, tramite procedure di ristrutturazione dei debiti e di esdebitazione.

Il Capo IV contiene una disciplina generale del contratto di cessione di uno studio professionale, ossia il contratto con il quale un professionista trasferisce ad un altro non solo gli elementi materiali dello studio ma anche i pregressi rapporti contrattuali con i clienti, i rapporti di lavoro e collaborazione in essere e i contratti strumentali allo svolgimento dell’attività professionale.

Il Capo V disciplina gli incarichi professionali che le PA possono conferire a professionisti iscritti all'albo. In particolare, si stabilisce il rispetto dei minimi tariffari da parte delle amministrazioni aggiudicatrici di pubblici appalti, servizi e forniture che abbiano stipulato contratti per prestazioni professionali.

Il Capo VI, infine, prevede misure di sostegno economico in favore dei professionisti, estendendo a questi ultimi la disciplina dei finanziamenti, sussidi e incentivi previsti a favore delle piccole e medie imprese e prevedendo un ruolo di supporto degli Ordini professionali per il sostegno economico dei professionisti iscritti e la promozione dell’accesso dei più giovani alla professione.

Nella stessa seduta del 24 novembre, Maria Grazia Siliquini ha presentato una proposta di nuovo testo del ddl 503, identica a quella presentata nel maggio scorso, che propone di accorpare Ordini e Collegi esistenti e di sopprimere la sezione «B» degli Ordini con il passaggio dei relativi iscritti nell’Ordine corrispondente al titolo. In tema di tariffe professionali, la proposta Siliquini prevede che il compenso sia pattuito per iscritto, “avuto riguardo alle tariffe” stabilite dal Ministro della Giustizia.

Già allora il Consiglio Nazionale degli Ingegneri aveva bocciato con forza la proposta Siliquini, giudicandola “lesiva degli interessi della collettività”, “velleitaria e non idonea a risolvere i problemi delle professioni” (leggi tutto). Al CNI si erano associati gli ingegneri juniores, che avevano definito “grave e pericoloso” il tentativo di equiparare titoli e competenze tra diplomati e laureati.

titolo: All'esame il DDL Lo Presti
autore/curatore: Rossella Calabrese
fonte: Edilportale
data di pubblicazione: 26/11/2010
tags: ddl lo presti, riforma professioni, liberalizzazioni, incentivi, pubblica amministrazione, pa

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