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Counseling Day 2023


 
La riforma delle professioni frettolosamente inserita nella manovra correttiva sta destando più di una perplessità. Il progetto di liberalizzazione appare caratterizzato da numerose carenze e sembra orientato da scelte di fondo discutibili. Le trasformazioni nel mondo del lavoro ed in particolare nel mondo professionale hanno acuito la necessità di riformarne e rivisitarne le regole, ma un’ipotesi di riforma parziale e frammentaria rischia di innescare problemi ulteriori.

Anzitutto non viene affrontato il tema del 'riconoscimento' della professionalità, elemento indispensabile per la certificazione della qualità del servizio. Manca inoltre un’accettabile proposta di regolamentazione del welfare, quando è notorio che moltissimi professionisti hanno prospettive di rendita previdenziale drammaticamente insufficienti.

Si lascia poi irrisolto il problema dei profili deontologici legati all’esercizio professionale, ciò che fa scivolare in secondo piano il tema etico con gravi ripercussioni, sia in relazione ai limiti della concorrenza, sia in relazione alla tutela della qualità del servizio. Nella manovra si intravede un ampio spazio discrezionale che darà il via a una lotta senza quartiere per stabilire quali professionisti potranno sopravvivere nel nuovo sistema. Non si affrontano tuttavia i problemi di coloro che verranno esclusi, dei piccoli ed in particolare dei giovani.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la sostanziale equiparazione dell’attività professionale all’attività di impresa, in nome di un male interpretato ricorso ai principi comunitari. Tutte le attività professionali o di lavoro autonomo, indipendentemente dall'appartenenza a un Albo o ad un elenco, meriterebbero tuttavia di veder riconosciuto, attestato e certificato il livello di professionalità raggiunto, in una sorta di 'tracciabilità' del percorso seguito.

Le questioni aperte sono quindi numerose ed in ambito europeo si dovrebbero accelerare i passaggi per la creazione di qualifiche uniformi, spendibili in qualsiasi Stato membro della UE o meglio ancora per l'adozione di una Carta Professionale Europea.

titolo: Professioni: ecco quel che manca
autore/curatore: Laura Specchio
fonte: La Repubblica
data di pubblicazione: 26/09/2011
tags: professioni, riforma, albi, ordini

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