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Counseling Day 2023


 
A conti fatti, risultano essere poche le vere novità in materia di liberalizzazione delle professioni introdotte dalla Manovra Bis (decreto-legge n. 138/2011), convertita in legge con il voto finale di ieri alla Camera. La riforma delle professioni contenuta in questo provvedimento è infatti più soft rispetto alle proposte circolate nelle settimane precedenti, e ricalca l'intesa raggiunta, nei mesi scorsi, tra le categorie professionali e l'allora Guardasigilli Angelino Alfano.

Riforma degli Ordini entro un anno
Le nuove norme, pur salvaguardando l'esame di Stato per l'accesso alla professione, stabiliscono che entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto, cioè entro l'agosto del 2012, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati per recepire una serie di principi. Gran parte di questi principi erano già contenuti nelle liberalizzazioni di Bersani del 2006 e comunque sono già applicati dagli Ordini. Ad esempio, libertà di accesso alla professione, obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente, pubblicità informativa libera.

Cambia la disciplina del tirocinio
Le vere novità introdotte dalla Manovra Bis riguardano altri aspetti. Anzitutto, viene previsto l'equo compenso per i tirocini. La disciplina del tirocinio dovrà conformarsi a criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attività formativa e il suo adeguamento costante all'esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto. Inoltre, la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a tre anni e la pratica in studio potrà essere svolta in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica.

Assicurazione per tutti
A tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. Questa norma interviene a uniformare un quadro che in materia di assicurazione è assai differenziato fra le professioni.

Organismi disciplinari autonomi rispetto all'Albo
L'altra novità riguarda il sistema sanzionatorio. Nel processo disciplinare, l'organismo inquirente viene disgiunto da quello amministrativo (cioè l'Albo). Gli Ordinamenti professionali dovranno prevedere l'istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l'istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina.

Le tariffe minime come riferimento per il compenso
La norma stabilisce che il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale prendendo come riferimento le tariffe professionali. Dunque, la riforma opera un forte richiamo alla tariffe minime come paramento di riferimento per il compenso del professionista, in ciò differenziandosi dalla riforma di Bersani; dall'altro lato viene però anche ammessa la pattuizione dei compensi in deroga alle tariffe.

titolo: Professioni: cosa cambia con la manovra
autore/curatore: Redazione
fonte: Casa e Clima
data di pubblicazione: 15/09/2011
tags: riforma, professioni, ordini, manovra

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