Home | Elenco iscritti | Elenco scuole | Aggiornamento | Supervisione | Eventi | Iscrizione | Esame di iscrizione | News | Rassegna stampa

Vai alla home page
Oggi è mercoledì 22 maggio 2019

   .: Iscrizione
   .: Esami
   .: Assicurazione
   .: Definizione di counseling
 
   .: Cerca un socio
   .: Informazioni utili
   .: Linee guida
   .: Sportello utente
 
   .: Elenco scuole
   .: Cerca un corso
   .: Promuovi un corso
   .: Formazione continua
 
   .: Chi siamo
   .: Cosa facciamo
   .: Gruppo dirigente
   .: Recapiti e contatti

Gli eventi di AssoCounseling


 
Lettera aperta dalla Alliance for Counselling and Psychotherapy ai membri del Consiglio dell’Health Professions CouncilL’inequivocabile e benvenuto cambio di politica da parte del Governo che riguarda la politica della regolamentazione pubblica delle professioni sanitarie ha per noi il significato che è venuto il momento per l’HPC di ritirarsi dai campi del counselling e della psicoterapia. L’Alliance ha sempre coerentemente contestato (così come hanno fatto tutte le associazioni professionali quando questo fu annunciato) che l’HPC è un regolatore inappropriato per le attività del counselling e della psicoterapia. Migliaia di professionisti sono infatti d’accordo con noi su questo punto. Inoltre, la recente decisione dell’Alta Corte di consentire una revisione giudiziaria della condotta dell’HPC ha seriamente minato la fiducia pubblica nei confronti dell’HPC stesso.

Ora noi ci appelliamo ai membri del Consiglio dell’HPC affinché diano istruzioni al proprio Esecutivo di desistere dal dichiarare che vi è un rischio di sicurezza pubblica che riguarda le professioni del counselling e della psicoterapia, tale da creare un caso che obblighi alla regolamentazione legale centralizzata. Ci appelliamo inoltre ai membri del Consiglio dell’HPC affinché istruiscano il proprio esecutivo a desistere dal tentare di avviare un registro volontario, o più registri, per i counsellor e/o gli psicoterapeuti.

Nessuna evidenza per una regolamentazione prevista per legge
Nel cercare di giustificare la regolamentazione legale centralizzata sono state dichiarate cifre allarmanti sulla diffusione di abusi. In ogni caso, tali dati provengono da ricerche condotte su altre professioni, di solito fatte in altre nazioni, e spesso molti anni fa. Non c’è alcuna evidenza di una correlazione tra studi fatti da psichiatri e psicologi Americani decine d’anni orsono e il comportamento di counsellor e psicoterapeuti che lavorano nel Regno Unito nel 2011. Tuttavia tali dichiarazioni di equivalenza statistica prive di fondamento sono state presentate in maniera fuorviante da parte dell’HPC come se fossero fatti dotati di fondamento.

Anche ammettendo che vi sia una sottostima, l’incidenza delle lamentele e delle denunce nel campo del counselling e della psicoterapia è molto basso sia in termini assoluti che in termini di comparazione; e il numero di casi che conducono all’espulsione del professionista è piccolissimo. Per esempio, nel 2008 la British Association for Counselling and Psychotherapy (BACP) ha condotto una verifica trovando che il numero di denunce confermate non aveva ecceduto lo 0.072 per cento nel corso degli ultimi 10 anni. L’Alliance condivide il punto di vista della maggioranza dei professionisti del campo, che l’opzione della “Quality-assured voluntary regulation (QAVR)”, preferita dall’attuale Governo in carica, è più che adeguata ad affrontare le attuali e future cattive prassi esistenti; l’Alleanza inoltre farà tutto ciò che è in suo potere per assicurare che la QAVR sia implementata in modo robusto, efficace e consonante con i valori fondanti del campo del counselling e della psicoterapia.

Siamo particolarmente preoccupati circa la credibilità di qualsiasi “ricerca” che possa essere condotta e presentata da organizzazioni private che descrivono sé stesse come “clinici” che si offrono di lavorare con vittime di cattive condotte di counsellor e psicoterapeuti. Tali organizzazioni offrono terapia – su base private con pagamento della terapia spesso a prezzi molto elevati – a coloro che possono aver sofferto, o essere stati coinvolti in casi di cattiva condotta professionale. Dato l’ovvio alto potenziale di un conflitto d’interessi, invitiamo con urgenza il Consiglio dell’HPC ad essere molto scettico circa l’obiettività di tali ricerche. Infatti, ad oggi manca una ricerca accademica seria ed indipendente sulle cattive condotte professionali in questo campo.

L’Alliance crede che la cattiva condotta professionale di counsellors e psicoterapeuti debba essere affrontata con un sistema di reclami che sia adeguato allo scopo, robusto e tuttavia sensibile all’originale particolarità del lavoro di counselling e psicoterapia. Il sistema implementato dall’HPC del “Fitness to Practise” è stato ampiamente criticato dall’intero campo del counselling e della psicoterapia, anche da coloro i quali sono a favore della regolamentazione legale centralizzata.

Dite no ai registri volontari creati e gestiti da regolatori legali statali
Riguardo al potere dato all’HPC di formare dei registri volontari per gruppi di professionisti lavoratori nel campo della salute e della cura, che non siano ancora stati regolamentati in modo legale e centrale: noi non crediamo che il Dipartimento della Salute abbia mai anticipato che l’HPC avrebbe cercato di formare tali registri volontari per i counsellor e gli psicoterapeuti. Dato il modello di accreditamento che sarà impiegato dal Council for Healthcare Regulatory Excellence (CHRE), possiamo prevedere una potenziale situazione scismatica in cui l’HPC e le esistenti associazioni professionali competeranno efficacemente nella registrazione di counsellor e psicoterapeuti su base volontaria.

Il CHRE ha dichiarato in modo chiaro di credere che il regolatore legale centrale (l’HPC) non dovrebbe gestire registri volontari lì dove esiste già una alternativa ben stabilita da tempo (BACP, UKCP, ecc..). Il CHRE crede che altrimenti ciò provocherebbe molta confusione al pubblico, e minerebbe la credibilità dell’intero sistema accreditatorio. L’ Alliance appoggia fortemente questa visione.

L’ HPC non ha alcuna esperienza di lavoro come regolatore al di fuori del suo approccio già esistente, basato sulla protezione legale dei titoli. Attendersi un cambiamento culturale così grande in poco tempo è completamente irrealistico, dato anche il fatto che l’HPC dovrebbe farlo in modo forzato per abbracciare il principio volontaristico che è un modello culturale e organizzativo che, appunto, non appartiene all’HPC.

L’HPC si deve ritirare
Per tutte queste ragioni, l’Alliance chiede una dichiarazione ufficiale da parte del Consiglio dell’HPC, che evidenzi che darà istruzioni al proprio Esecutivo nella direzione di un lento ritiro del proprio coinvolgimento dai campi del counselling e della psicoterapia.

f.to Alliance for Counselling and Psychotherapy

Traduzione a cura di Giovanni Turra (n.d.r.)

titolo: Lettera aperta dalla Alliance for Counselling and Psychotherapy ai membri del Consiglio dell’Health Professions Council
autore/curatore: Alliance for Counselling and Psychotherapy
argomento: Professione
fonte:
data di pubblicazione: 12/03/2011
keywords: ordini, associazioni, registri, counseling, regolamentazione

Home | Privacy | Note legali | Sportello utente | Contatti | Partnership | RSS

© 2009-2019 AssoCounseling. Codice fiscale 97532290158. Tutti i diritti riservati.