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Con un comunicato stampa del 6 settembre, il Ministero dell’Economia e delle finanze - accogliendo (in parte) le richieste dei professionisti - ha anticipato il contenuto di un D.P.C.M. di imminente emanazione con cui viene concessa una proroga di 20 giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte di quanti intendono richiedere il contributo a fondo perduto perequativo previsto dal decreto Sostegni bis. Pertanto, per l’invio del modello c’è tempo fino al 30 settembre 2021. Nella speranza che lo slittamento dei termini non abbia riflessi negativi sulle tempistiche dell’erogazione del contributo…

Come già era stato anticipato nei giorni scorsi, è arrivata l’ufficialità della proroga al 30 settembre del termine ultimo per l’invio del modello Redditi 2021 per chi intende richiedere il contributo a fondo perduto perequativo del decreto Sostegni bis (art. 1, commi da 16 a 27, D.L. n. 73/2021).

Infatti, la norma aveva originariamente previsto che la presentazione della dichiarazione avvenisse entro il 10 settembre, con molto anticipo rispetto ai termini ordinari fissati il 30 novembre.

E ciò aveva una logica: si chiedeva l’anticipo del termine per permettere all’Agenzia delle Entrate di elaborare quanto prima i dati e, quindi, erogare celermente il contributo.

Però, l’aver fissato la scadenza subito dopo la pausa estiva e, soprattutto, dopo che i contribuenti e i loro consulenti hanno dovuto affrontare una valanga di adempimenti, tra quelli ordinari quelli anti Covid, aveva sollevato, sin da subito, più di qualche malumore.

Pertanto, le categorie professionali maggiormente interessate avevano chiesto uno slittamento di alcune settimane per far sì che si riuscisse a presentare la dichiarazione senza correre il rischio di commettere errori per la fretta. In particolare, i dottori commercialisti avevano richiesto lo slittamento al 31 ottobre, non perché il termine del 10 settembre risultasse troppo vicino alla pausa estiva, ma per il fatto che la dichiarazione di quest’anno presenta notevoli complessità di compilazione.

Si pensi, tra le altre cose, a tutti i dubbi (molti dei quali irrisolti) e le difficoltà che si stanno riscontrando nel compilare il quadro degli aiuti di Stato, la cui compilazione è necessaria per chi ha beneficiato di alcuni degli aiuti Anti-Covid.

Proroga al 30 settembre: quali conseguenze?

Tenendo conto di quanto rappresentato dai contribuenti e dalle categorie professionali, si è scelta una via intermedia, concedendo una proroga di 20 giorni e, pertanto, facendo slittare il termine al 30 settembre.

Tale data, per i dottori commercialisti, è congrua, seppur non in linea con le loro aspettative, permettendo di compilare le dichiarazioni con maggiore tranquillità.

In merito alla nuova scadenza possono essere fatte due considerazioni.

La prima verte sulla tempistica del provvedimento di proroga. Sembra proprio che il Legislatore non riesca a fare a meno di decidere le proroghe sul filo di lana, rendendo nota la sua decisione in prossimità della scadenza. Ciò inevitabilmente ha effetti deleteri sull’organizzazione degli studi professionali che, comunque, in assenza di certezze, si trovano a dover fare i salti mortali per adempiere ai propri doveri professionali nei confronti dei clienti. Salvo trovarsi, a poche ore dalla scadenza e, probabilmente, dopo che ormai il grosso del lavoro è stato fatto con enormi sacrifici, con una proroga che di fatto risulta inutile.

La seconda considerazione è che lo slittamento in avanti del termine di presentazione delle dichiarazioni rischia di sortire un effetto boomerang sui prossimi passaggi.

Non si deve, infatti, dimenticare che, per poter richiedere (e ottenere) il contributo è stato già emanato il provvedimento con i campi delle dichiarazioni da considerare per i calcoli, ma mancano ancora due altri importanti provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate:

- il decreto che definirà la percentuale di variazione del risultato economico d’esercizio tra i due periodi d’imposta;
- il provvedimento che approverà il modello e le istruzioni per richiedere il contributo, con relativo termine per la presentazione dello stesso.

In particolare, il primo provvedimento è di fondamentale importanza per capire chi, tra gli aspiranti, realmente potrà ottenere il beneficio e chi no. Infatti, il contributo viene determinato applicando tale percentuale alla differenza tra i risultati economici 2019 e 2020.

Il timore è che, con lo slittamento in avanti del termine, slittino anche questi provvedimenti e, quindi, la data in cui molte aziende, che hanno estremo bisogno di una boccata d’ossigeno per sopravvivere, riceveranno il contributo.

Si spera che l’Amministrazione fiscale, anche se riceverà i dati dichiarativi con 20 giorni di ritardo, riesca ugualmente a rispettare una tabella di marcia che permetta quanto prima l’erogazione dei contributi, dimostrando la propria efficienza e, soprattutto, vicinanza al mondo imprenditoriale duramente colpito dalla crisi da Covid.

titolo: Dichiarazione dei redditi per il contributo perequativo: mini-proroga al 30 settembre
autore/curatore: Saverio Cinieri
fonte: IPSOA
data di pubblicazione: 07/09/2021
tags: dichiarazione dei redditi 2021, contributo a fondo perduto, professionisti

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