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Negli ultimi anni la relazione tra psicologi e counselor è stata segnata da incomprensioni, conflitti normativi, prese di posizione talvolta dure e spesso poco informate. Psicologia in bilico, pur scritto da uno psicologo e centrato sulla storia e sul destino della professione psicologica italiana, offre tuttavia una chiave di lettura preziosa anche per chi pratica counseling, proprio perché affronta le radici di quei conflitti, li contestualizza e li rende finalmente leggibili.
Ecco perché un counselor può trovare in questo libro qualcosa di più di una semplice cronaca: può trovarci un atlante ragionato dei rapporti tra professioni d'aiuto, utile per comprendere meglio dove si colloca il counseling oggi e quali scenari futuri potrebbero aprirsi.
1. Per capire da dove nasce il conflitto (e dove può andare)
Il libro ricostruisce con precisione il quadro normativo, sociale e culturale entro cui si è sviluppata la psicologia in Italia dagli anni '90 ad oggi. Per un counselor, questo significa avere finalmente una mappa degli snodi legislativi, una spiegazione dei timori della categoria psicologica, la comprensione delle ragioni storiche che hanno alimentato tensioni e diffidenze. Sapere come siamo arrivati qui è il primo passo per capire in quale direzione si può evolvere il rapporto tra counseling e psicologia.
2. Per leggere dall'interno i dibattiti che hanno influenzato il counseling
Il counselor, spesso, si trova coinvolto in dinamiche che non ha contribuito a creare: linee guida, proposte legislative, sentenze, prese di posizione degli Ordini. Psicologia in bilico mostra questi processi "da dietro le quinte": le correnti culturali, le strategie dei gruppi professionali, le spinte corporative e le resistenze al cambiamento, i cambiamenti post-pandemia e l'irruzione delle piattaforme digitali. Capire il contesto aiuta anche chi non è psicologo a navigare meglio nella complessità attuale.
3. Per riconoscere i punti comuni tra psicologi e counselor, oltre gli steccati
Il libro non è un atto di guerra né un manifesto identitario, ma una riflessione critica sulla relazione di aiuto nel suo complesso. Un counselor può leggervi: la critica all'idea che esista un solo modo di aiutare, la valorizzazione delle competenze relazionali, la centralità dell'ascolto, della narrazione, della co-costruzione di senso, la necessità di allontanarsi dai modelli rigidi. Sono temi condivisi anche dal counseling: il confine, a volte, è più amministrativo che concettuale.
4. Per comprendere meglio lo sguardo degli psicologi sulla "terra di mezzo"
Molti conflitti nascono perché psicologi e counselor immaginano reciprocamente ciò che l'altro pensa. Il libro fa una cosa che nessun documento normativo può fare: mostra dall'interno la mentalità della comunità psicologica, con le sue fragilità, i suoi timori, la sua storia di riconoscimento tardivo. Per un counselor significa avere accesso a un codice culturale che solitamente resta chiuso: un vantaggio concreto nel dialogo e nella collaborazione.
5. Per capire come si stanno trasformando le professioni d'aiuto
Le professioni della relazione stanno vivendo una trasformazione radicale: nuove domande sociali, digitalizzazione, piattaforme, richieste di interventi brevi, crisi degli approcci verticali, ibridazione delle competenze, irrigidimenti istituzionali, mobilità professionale in Europa. Psicologia in bilico non parla solo di psicologi: parla di tutti coloro che operano nella relazione di aiuto, counselor inclusi. Capire questa trasformazione è strategico per chiunque lavori in questo campo.
6. Per anticipare gli scenari futuri (e prepararsi a viverli)
Il libro dedica spazio agli scenari che potrebbero concretizzarsi nei prossimi anni: formalizzazione del counseling? alleanze tra professioni d'aiuto? nuove figure ibride? revisione del modello psicoterapeutico? ridefinizione di ciò che è "cura" e ciò che è "prendersi cura"? Per un counselor è un'occasione per: capire quali strade possono aprirsi, quali rischi evitare, quali competenze saranno più richieste, come costruirsi uno spazio legittimo e rispettato.
In sintesi
Un counselor dovrebbe leggere Psicologia in bilico perché: offre una chiave di lettura onesta, critica e documentata dei rapporti tra professioni; permette di capire la storia e le ragioni degli psicologi; aiuta a collocare il counseling nel quadro attuale della relazione di aiuto; anticipa scenari futuri utili anche a chi non appartiene all'Ordine; promuove una visione della cura meno rigida e più dialogica. È, in altre parole, un libro che parla anche a chi psicologo non è - ma che lavora ogni giorno nella stessa frontiera: quella dell'ascolto, dell'incontro e del cambiamento.
Per info e approfondimenti: https://rolandociofi.blogspot.com/2025/11/perche-un-counselor-dovrebbe-leggere.html
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titolo: Psicologia in bilico
autore/curatore: Rolando Ciofi
argomento: Politica professionale
fonte: Mo.P.I.
data di pubblicazione: 25/11/2025
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