Emilia-Romagna, la Regione conferma i counselor nei Centri per le Famiglie: respinte le richieste di modifica dell’Ordine degli psicologi
La Regione Emilia-Romagna conferma la presenza della figura professionale del counselor all’interno dei Centri per le Famiglie. Si conclude così una vicenda che, nelle ultime settimane, ha visto un acceso confronto istituzionale sulla Delibera di Giunta n. 163 del 9 febbraio 2026, con la quale la Regione ha programmato l’utilizzo di 3,96 milioni di euro destinati al rafforzamento della rete dei Centri per le Famiglie.
Il provvedimento regionale prevede, tra le azioni finanziate, anche l’erogazione di servizi di ascolto e counseling rivolti ad adolescenti e genitori, destinando a questa linea di intervento 900.000 euro e individuando espressamente i counselor tra le figure professionali impiegabili nell’ambito dei progetti finanziati.
A seguito della pubblicazione della delibera, l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha contestato il provvedimento, sostenendo che tali attività dovessero essere riservate esclusivamente agli psicologi e presentando una formale diffida alla Regione, che ha temporaneamente sospeso l’attuazione della misura in attesa delle proprie valutazioni.
Alla presa di posizione dell’Ordine hanno risposto le principali associazioni professionali dei counselor, ribadendo la piena legittimità della presenza della figura del counselor nei Centri per le Famiglie, così come previsto dalla Legge 4/2013 e dalla stessa delibera regionale.
Il confronto si è concluso con una decisione chiara della Regione Emilia-Romagna: mantenere invariato l’impianto della Delibera n. 163, confermando quindi la possibilità di impiegare counselor in possesso dell’Attestato di qualità e qualificazione professionale rilasciato da un’associazione professionale iscritta negli elenchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La Regione ha quindi respinto le richieste di modifica avanzate dagli Ordini professionali, lasciando pienamente operativa la formulazione originaria della delibera.
Circostanza successivamente richiamata anche nella comunicazione ufficiale sottoscritta congiuntamente da AICo, ANCoRe, AProCo, AssoCounseling, CNCP, ENPACO e SICo e indirizzata ai Centri per le Famiglie dell’Emilia-Romagna.
Nella lettera, le associazioni ricordano infatti che la delibera regionale è pienamente operante nella sua formulazione originaria e invitano i Centri per le Famiglie e gli enti titolari a predisporre le progettazioni e i relativi avvisi pubblici tenendo conto della presenza della figura del counselor, così come previsto dalla programmazione regionale. Le associazioni sottolineano inoltre che tale scelta è coerente con la natura dei Centri per le Famiglie quali luoghi di ascolto, prevenzione, empowerment e promozione del benessere relazionale, distinti dai contesti di presa in carico clinica e sanitaria.
“Con questa decisione – dichiara Noella Barison, Presidente di AssoCounseling – viene riconosciuta la correttezza dell’impostazione adottata dalla Regione Emilia-Romagna e il valore del contributo che i counselor possono offrire nei servizi di prevenzione, ascolto e sostegno alle famiglie. È un risultato importante non soltanto per la professione, ma soprattutto per i cittadini, che potranno contare su servizi più accessibili, multidisciplinari e coerenti con gli obiettivi di welfare territoriale perseguiti dalla Regione”.
Con la conferma definitiva dell’impianto della delibera, i Centri per le Famiglie possono ora procedere alla predisposizione dei bandi e delle progettazioni previste, includendo anche la figura professionale del counselor tra quelle ammissibili per la realizzazione degli interventi finanziati.









