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Gli eventi di AssoCounseling


 
Lo strano caso del Dr. Morina e dell'Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e SocialiNon più tardi di giovedì scorso una nostra socia ci contatta allarmata dicendoci di aver letto frasi denigratorie e diffamatorie nei confronti di AssoCounseling e delle scuole che accreditano corsi di formazione con AssoCounseling, pubblicate sul sito dell’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali facente capo al Dr. Guido A. Morina.

Lo scritto, che potete trovare sul sito web all’indirizzo: http://www.naturopatiatorino.org/scuole-di-counseling-accreditate-da-sico-assocounseling-ecc-pubblicita-ingannevole.html, è un pot-pourri di informazioni (alcune delle quali palesemente infondate) e considerazioni.

Dunque, mentre meditavamo se diffidare o meno il Morina, ci è venuto in mente che già due anni fa’, o giù di lì, avevamo chiesto allo stesso autore di togliere dal suo sito web altre informazioni totalmente false su AssoCounseling (cosa che lui aveva prontamente fatto).

Questa volta preferiamo rendere pubblico il tutto, poiché gli argomenti che utilizzeremo per smontare le tesi del Morina, potranno essere certamente utili per i nostri lettori.

Procederemo dunque così, commentando i passi più interessanti dello scritto in oggetto (in grassetto e corsivo) e contestando con fatti (riferimenti e rimandi) le tesi in esso contenute.

Partiamo:

Dichiarare con enfasi [...] che un corso è “accreditato da assocounseling” (come da qualunque altra associazione di categoria), significa soltanto che una scuola dichiara di far parte di una associazione di scuole di counseling, che si accreditano da sole.

Falso. Qui l’unico che si auto-accredita – come lui stesso asserisce più avanti – è proprio il Morina.

Rispieghiamo la lezione per chi quel giorno era assente: AssoCounseling è un’associazione professionale di categoria che iscrive unicamente persone fisiche, nello specifico counselor. Questo significa che gli unici soci dell’associazione sono counselor. Questo significa che nessuna scuola è “iscritta” ad AssoCounseling, questo significa che nessuna scuola è “socia” di AssoCounseling. Dunque nessuna scuola dichiara di “far parte di una associazione di scuole di counseling, che si accreditano da sole”.

AssoCounseling non è un’associazione di scuole. Le scuole, enti totalmente esterni ad AssoCounseling (i cui rappresentanti sono peraltro vincolati da severe clausole di incompatibilità con i ruoli associativi), richiedono l’accreditamento dei propri corsi di formazione nel momento in cui questi rispettano i parametri che AssoCounseling ha definito (che “AssoCounseling ha definito”, non che “le scuole hanno definito”).

Il termine “accreditamento” è chiaramente ingannevole, perché induce a pensare che dietro di esso ci sia un riconoscimento legale, attribuito per legge statale a qualche ente o organizzazione rappresentativa della categoria [...]

Mi piacerebbe sapere dove il Morina ha letto che noi spacciamo il nostro accreditamento come “legale” o “statale” o attribuitoci in virtù di una qualche entità superiore... La risposta è: non lo ha letto da nessuna parte perché noi non l’abbiamo mai scritto. Peraltro il termine accreditamento, termine mutuato dal gergo diplomatico, significa “conferire credito” a qualcuno e, per estensione, “conferire fiducia”. Pensate ad esempio alla frase “accredito di un giornalista in sala stampa” o “notizia accreditata”.

Non ci sarebbe niente di male se tutto ciò venisse specificato, a scanso di equivoci, e si illustrasse quale sia l’impianto teorico e il metodo della disciplina che unirebbe queste associazioni, non solo tramite riferimenti a linee guida dell’EAC, introvabili sul Web.

Tutto ciò è ampiamente specificato dalla nostra associazione, che non ha mai spacciato i propri accreditamenti come statali. Abbiamo solo detto (e scritto, perché carta canta) che l’impianto organizzativo e formativo su cui si basano i nostri corsi si rifà a quelli che sono i requisiti minimi richiesti dalla European Association for Counselling (EAC) in relazione ai così detti training standard.

Siccome il Morina lamenta di non riuscire a trovare i requisiti EAC (egli scrive: introvabili sul web), ci fa piacere riportarglieli:

a) la formazione deve durare tra i 3 e i 6 anni
b) la formazione d’aula deve essere di almeno 450 ore
c) la formazione personale deve essere di almeno 50 ore
d) successivamente a questo primo step occorre effettuare almeno 450 ore di pratica professionale supervisionata per raggiungere lo step successivo

Ed ora... (rullo di tamburi) ecco l’introvabile indirizzo web: http://www.eac.eu.com/index.php?option=com_content&view=article&id=60&Itemid=162

Ora non è che se uno non è in grado di muoversi agevolmente su internet per cercare le informazioni, può dare la colpa a noi accusandoci di aver costruito un castello sul niente... Questi requisiti, la EAC, li ha peraltro declarati fin dal 1996, ovvero da 17 anni...

Il nostro sito web, inoltre, riporta in maniera analitica e puntuale:

a) quali sono i requisiti perché un corso di counseling possa essere da noi accreditato (vedi Regolamento R01 e allegato al Regolamento R01 agevolmente scaricabili dal nostro sito)
b) il programma dettagliato dei corsi da noi accreditati è sempre integralmente pubblicato sul nostro sito web e contiene: nome dell’ente erogante, dati del rappresentante legale, dati del responsabile didattico, dati dei docenti e loro credenziali, relazione sul modello teorico, programma dettagliato delle materie, bibliografia, suddivisione del monte ore, esami, tipologia degli esami, modalità di recupero delle assenze, etc. Basta leggere!

Si prosegue poi con una lunga dissertazione sulla European Association for Counselling (EAC). Antefatto: il Morina nell’ottobre 2012 scrive alla EAC, ma non sa che saremo poi noi, in realtà, a rispondere alla sua eMail, questo perché la segreteria inglese dell’EAC ce l’ha prontamente inoltrata (essendo noi i referenti italiani e provenendo la richiesta dall’Italia).

E che fa il Morina? Pubblica la risposta, ma... non pubblica la domanda che lui ha fatto! Così che i lettori possano leggere solo la risposta.

Si consideri che la risposta dataci dalla EAC alla domanda: “quali sono i vostri referenti o associati italiani?”, è stata: At the moment there are no italian accredited members ’cause we are in the process of becoming an official NA within the EAC. Only after complition of that process it will be possible to have italian accredited members from EAC. Best Regards. Paola Barletti, CIAC representative for EAC

Ma non è così, poiché la domanda non era quali sono i vostri referenti o associati italiani.

Partiamo dall’inizio: da un indirizzo eMail non riconducibile al Morina (ma ad una psicologa iscritta all’Ordine degli psicologi della Lombardia, di cui omettiamo il nome poiché non conosciamo il suo ruolo in questa vicenda) viene inviata alla segreteria EAC una eMail senza un nome e senza una firma, il cui contenuto integrale (errore compreso) è il seguente: I would like to know if there are some italian accredited members because I could not finde them on the web site. thank you.

Dunque la domanda (tradotta in italiano) è: Mi piacerebbe sapere se ci sono membri italiani accreditati poiché non sono riuscita a trovarli sul sito web.

Infatti il Morina, o chi per lui, non ha mai chiesto all’EAC quali fossero i “referenti” italiani, come lui stesso ingannevolmente asserisce (quali sono i vostri referenti o associati italiani), ma quali fossero i “soci accreditati” italiani (italian accredited members).

Se il Morina, o chi per lui, conoscesse la realtà (e la lingua) anglosassone, saprebbe che “accredited members” è da intendersi come “soci professionisti accreditati”, non come “referenti”.

La risposta data da Paola Barletti, ex referente della delegazione italiana per EAC, è infatti puntuale e corretta: non esistono counselor italiani accreditati dall’EAC.

Noi infatti non abbiamo mai detto di avere soci accreditati dall’EAC, ma di essere noi stessi – come associazione – iscritti all’EAC, unitamente ad altre associazioni italiane federate nella sigla Federcounseling (che prima, ai tempi di quando Morina contatta l’EAC, ovvero ottobre 2012, si chiamava Coordinamento Italiano delle Associazioni di Counseling).

A supporto della sua tesi il Morina scrive:

Si legga in proposito quanto denunciato dal sito: http://www.ancore.net/index.php?option=com_content&view=article&id=296&Itemid=112.

Forse il Morina non sa che l’associazione ANCoRe, cui si riferisce il link, è un’associazione che, come noi di AssoCounseling, fa parte dell’EAC attraverso Federcounseling (prima CIAC). E che quanto scritto da ANCoRe, oltre ad essere da noi di AssoCounseling pienamente condiviso, è pure riportato sul nostro sito web (sic!!!!!) come chiunque facilmente può vedere: http://www.assocounseling.it/eac/faq.asp.

Il testo è identico. E sapete perché il testo è identico? Perché tutte le associazioni che fanno parte di Federcounseling (prima CIAC) lo hanno concordato insieme e pubblicato in contemporanea.

In sostanza il Morina, che da abile 007 crede di aver scoperto un intrigo internazionale, non si è accorto che noi stessi abbiamo scritto quelle cose, quelle stesse cose che lui addurrebbe a supporto delle sue tesi, contro di noi!

Sempre il Morina poi ci ricorda che [...] il “riconoscimento” della professione di Counselor da parte del CNEL è una bufala clamorosa.

E noi siamo assai lieti di ciò. Concordiamo pienamente ed infatti, in tempi non sospetti, lo abbiamo scritto e divulgato a chiare lettere con l’articolo Counseling professionale e dintorni del 5 agosto 2009 (si veda: http://www.assocounseling.it/approfondimenti/articolo.asp?cod=89&cat=APPRO).

Tralasciamo ora la parte finale del paragrafo dove il Morina spiega di come lui sia l’unico ad aver messo a punto un modello di counseling efficace che, come egli stesso scrive, “le altre scuole non hanno mai neppure pensato di ipotizzare” e passiamo ad un altro paragrafo:

Assocounseling pubblica un Codice deontologico che non è altro che il riassunto del Codice deontologico degli Psicologi italiani. Ma a differenza di quello illustrato e commentato sul sito della nostra Università popolare, in cui le competenze del Counselor sono precisamente definite, esso si limita a esporre alcune dichiarazioni di principio ricopiate di sana pianta dal codice degli psicologi, per cui ci si chiede a cosa serva un codice deontologico dei counselor che sia la brutta copia, abbreviata, di quello degli psicologi.

Questa è davvero divertente... Anzitutto il codice deontologico di AssoCounseling è pubblicato a questo indirizzo: http://www.assocounseling.it/registro/codice_deontologico.asp mentre quello degli psicologi italiani è pubblicato a questo indirizzo: http://www.ordinepsicologilazio.it/normative/-regolamenti_ordine/pagina5.html pertanto chiunque può confrontare i due codici e valutare se quello di AssoCounseling sia la brutta copia, abbreviata, di quello degli psicologi.

Il codice deontologico di AssoCounseling ha richiesto molti mesi di lavoro, lavoro che ha visto i contributi di counselor, medici, psicologi, avvocati e giuristi. Il codice deontologico è stato poi portato in Assemblea e votato (all’unanimità, peraltro) da tutti i soci di AssoCounseling in data 13 marzo 2010.

Quello tanto sbandierato dal Morina, e che trovate pubblicato a questo indirizzo: http://www.naturopatiatorino.org/wp-content/uploads/Codice-deontologico-pdf.pdf, lo lasciamo giudicare a voi (alcuni passaggi ci suonano familiari...).

Invece, la certificazione privata e autoreferenziale delle nostre scuole si riferisce in maniera cristallina al fatto che i nostri allievi devono superare esami e un percorso di formazione che si conclude con una tesi, tramite i quali devono dimostrare di conoscere e di rispettare le norme del codice deontologico e l’impostazione specifica, teorica e applicativa, del Counseling delle nostre Scuole.

Anzitutto ci fa piacere che il Morina si congratuli con se stesso per avere una certificazione autoreferenziale: contento lui...

Poi gli comunichiamo (perché forse non lo sa o perché forse si è perso nei meandri di internet quella volta che cercava i training standard dell’EAC...) che i nostri soci professionisti, per essere certificati da noi, devono superare un esame in cui la parte deontologica ha un ruolo predominante, come facilmente si può evincere dalla lettura di questa pagina sul nostro sito: http://www.assocounseling.it/attestazione/esame.asp dove sono riportate le modalità d’esame.

Esame in cui l’esaminatore è diverso dal formatore... Esame in cui l’associazione che rilascia la certificazione di competenza (ora “attestazione di qualificazione professionale”) è diversa dalla scuola di formazione che ha rilasciato il diploma in counseling...

Francamente non ci capacitiamo di come il Morina possa vantarsi di aver messo in piedi un sistema autoreferenziale.

Inoltre il Morina ci accusa di aver messo in piedi un’attività che espone i counselor a rischio di esercizio abusivo della professione, mentre lui invece avrebbe messo a punto un modello inoppugnabile e inattaccabile (seppur autoreferenziale, come egli stesso afferma).

Ci siamo concessi un giro sul sito web del Morina, ed ecco una perla che abbiamo trovato. All’indirizzo: http://www.naturopatiatorino.org/scuole-e-corsi-counseling-naturopatia-torino-italia il Morina spiega che, per esercitare il counseling, occorre essere iscritti alla Camera di Commercio: La certificazione fornita dall’Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali consente, a seguito di iscrizione alla Camera di commercio come soggetto IVA [...] e che il codice ATECO dell’attività di counseling è [...]codice di iscrizione 85.14.2 – attività professionale di Counseling.

Ora, tralasciando la confusione che il Morina fa tra Camera di Commercio, ufficio IVA e codici ATECO, occorre precisare che:

a) il codice 85.14.2 non è affatto “attività di counseling” come il Morina scrive, ma “Attività professionali paramediche indipendenti” come riportato correttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate:
b) un counselor professionista che svolge la libera professione non ha alcun obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio (mica è un artigiano o un’azienda). Ma dove le trova, il Morina, queste informazioni? Auguri ai suoi ex allievi che sono andati alla Camera di Commercio chiedendo di iscriversi come counselor...

Ma torniamo alla pagina originaria oggetto di questo nostro commento, dove nuovamente il Morina ci accusa perché [...] i principi e le linee guida del Counseling da esse enunciato non sono mai illustrati in maniera cristallina.

Orbene, AssoCounseling ha attualmente prodotto (rimandiamo al nostro sito web per la lettura integrale dei documenti):

a) definizione di counseling
b) definizione degli atti caratterizzanti la professione
c) definizione dei livelli di accreditamento
d) definizione degli ambiti di intervento

senza contare: il Codice deontologico, le linee guida per il lavoro con i minori, le linee guida per il consenso informato, l’indicazione di massima di un tariffario-nomenclatore, le linee guide sulla fiscalità e la previdenza. E potremo proseguire per molto.

Ci congediamo da voi con la frase finale di tutto l’articolo del Morina, il cui tono è a dir poco perentorio: “[...] a differenza di noi che svolgiamo questa attività per passione e non a scopo di lucro”, lasciando intendere non si sa bene cosa...

Bene, lieti che il Morina presti gratuitamente i suoi servigi alla sua Università Popolare, concludiamo ricordando ai nostri lettori che AssoCounseling è una associazione senza fine di lucro, mentre le scuole e gli enti di formazione sono, come è ovvio che sia, enti commerciali e che, nel nostro modello non autoreferenziale (quello tanto inviso al Morina), alle scuole spetta l’onere della formazione, mentre alla associazioni di categoria quello della certificazione.

Vi invitiamo pertanto a riflettere molto bene prima di affidarvi a coloro che, contemporaneamente, fanno formazione, rilasciano diplomi, stilano codici deontologici, auto-certificano i propri allievi, si vantano di aver costruito un modello autoreferenziale e, soprattutto, denigrano il lavoro altrui.

Con la speranza di avervi “rubato” almeno un sorriso. Perché, vedete, alcune volte è meglio sorriderci un po’ sopra...

titolo: Lo strano caso del Dr. Morina e dell'Università Popolare di Scienze della Salute Psicologiche e Sociali
autore/curatore: Tommaso Valleri
argomento: Professione
fonte: AssoCounseling
data di pubblicazione: 08/07/2013
keywords: guido morina, uni.psi., federcounseling, eac, cnel, ciac

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