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Finalmente! Ora lo possiamo direFinalmente! Questa parola, accompagnata dal punto esclamativo, fu l’incipit dell’articolo che scrissi il 19 gennaio 1994, penultimo giorno della XI legislatura, per il Sole 24ore a commento dell’approvazione della legge Merloni che, all’articolo 17, comma 6, definiva le società di ingegneria legalizzandone l’attività in Italia, sino ad allora proibita da una legge del 1939 emanata dal Governo Mussolini “a difesa delle razza”. C’erano voluti sei anni di duro lavoro da Presidente dell’OICE, l’organizzazione confindustriale delle società di ingegneria, e l’aiuto della spinta emotiva della rivoluzione di mani pulite per battere in Parlamento le lobby delle professioni tecniche (ingegneri, architetti, geometri) che temevano la concorrenza dell’ingegneria organizzata e, per questo obiettivo, erano disposti a difendere anche una legge razziale. La storia ci ha dato ragione: l’ingegneria italiana è tra le prime del mondo, esporta servizi molto più di quanto ne importi, costituisce il massimo sbocco lavorativo per i laureati nelle professioni tecniche, non è certo in mano alla mafia, come ventilavano i vertici delle professioni ordinistiche.

La stessa parola “Finalmente!” ho gridato senza neppure accorgermene il 19 dicembre scorso, penultimo giorno della XVI legislatura, quando alle 15,36 mi è arrivata la notizia della approvazione in X° Commissione della Camera dei deputati, con 28 voti a favore, un astenuto e solo due contrari (la solita Siliquini e un suo sodale) della legge che regolamenta le associazioni professionali. Solo che, questa volta, di anni ce ne sono voluti ben dodici! Certo non avevamo l’appoggio della Confindustria e le lobby che si opponevano erano più forti, tutti i ventisette ordini professionali; l’aiuto era limitato al Governo Monti, ormai dimissionario ed alla spinta di PLUS Italia che il popolo del CoLAP, guidato da una piccola ma eccezionale squadra diretta da Emiliana Alessandrucci, ha messo in campo giusto due mesi prima, il 19 ottobre, (la forza dei numeri!).

Comunque è andata. Il Capo dello Stato ha firmato il 21 dicembre la legge. Pensiamo al domani in modo che anche questa volta una legge di liberalizzazione del sistema professionale diventi un successo, ampli la platea dei professionisti, migliori la qualità dei servizi che questi sono in grado di offrire alla collettività, diminuendone i costi unitari.

Questa legge, infatti, rappresenta un enorme opportunità per il nostro sistema economico. Attraverso la regolamentazione delle libere associazioni si gettano le basi per un sistema professionale moderno, competitivo, che fa della flessibilità un valore aggiunto e delle competenze la chiave del successo e dell’innovazione, un sistema in grado di produrre ricchezza ed occupazione. Un sistema che da dignità e status agli oltre 3 milioni di uomini e donne professionisti che hanno atteso per anni di veder tutelato il proprio lavoro.

Non sarà un compito facile far decollare la legge in modo da farle raggiungere gli obiettivi per la quale è stata pensata: per farla passare abbiamo dovuto accettare una serie di compromessi che ne hanno indebolito la portata. Ma, come CoLAP, come Presidenti e Consiglieri delle Associazioni, come professionisti associativi, dovremo metterci alla guida del processo di cambiamento e di innovazione connesso con la nuova legge, dovremo vigilare, visto che il Ministero per lo Sviluppo economico ha dichiarato di non avere i mezzi per farlo, che solo le associazioni veramente in grado di rispondere ai requisiti richiesti accedano all’elenco Web, che tutto sia fatto con correttezza, trasparenza e veridicità, che l’elenco diventi un elenco di eccellenza, di stimolo di crescita, di implementazione e di miglioramento per tutte le associazioni e i loro professionisti. Il nuovo compito del CoLAP si svolgerà su due tavoli: quello della verifica dei requisiti e della richiesta di intervento, qualora non corrispondano alla realtà, e quello di promotore di una crescita associativa in grado di portare le associazioni a livelli alti di efficienza, qualità, organizzazione anche più alti di quelli richiesti dalla legge.

Con la legge le associazioni diventeranno i più importanti organismi di tutela nei confronti dell’utenza.

E’ una grande responsabilità.

L’attestato di competenza (o di qualificazione professionale) sarà uno strumento importante a garanzia del cliente e, con il riconoscimento del ruolo delle associazioni, assumerà una funzione ancor più rilevante.

Le associazioni professionali avranno il compito di diffondere tra i propri iscritti il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole della concorrenza.

Il CoLAP, per poter efficacemente assistere le associazioni in questo percorso di innalzamento degli standard qualitativi interni, dovrà diversamente organizzarsi e strutturarsi.

Noi ci stiamo già attrezzando...

titolo: Finalmente! Ora lo possiamo dire
autore/curatore: Giuseppe Lupoi
argomento: Politica professionale
fonte: Il Giornale delle Partite IVA, Anno 5, Numero 25, Gennaio 2013, p. 18
data di pubblicazione: 22/01/2013
keywords: legge associazioni professionali, riforma professioni, colap, ddl 3270

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