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Professioni associative, il CoLAP vince due volteIl 15 novembre scorso il Senato della repubblica con 191 sì, 9 no e 45 astenuti, ha approvato il ddl recante disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi. Un momento importante per il CoLAP: il voto arriva infatti a pochi giorni dal grande evento PLUS ITALIA organizzato dal Coordinamento e dedicato alle professioni associative dove alla presenza degli oltre 1000 delegati delle associazioni aderenti i parlamentari presenti hanno preso l’impegno di portare a conclusione l’iter di approvazione della legge entro questa legislatura.

Per la prima volta due rami del Parlamento Italiano (la camera lo scorso 17 aprile e il senato il 15 novembre) hanno approvato ad una legge che potremmo definire di portata storica per l’intero mondo delle professioni italiano.

Di questo successo non possiamo che essere pienamente soddisfatti. Regolamentare le libere associazioni professionali significa aver compreso l’importanza di questo soggetto nel panorama professionale italiano come strumento di garanzia nei confronti dell’utenza e come soggetto in grado di valorizzare le competenze dei professionisti associativi.

Con questa legge, infatti, le associazioni assumono un ruolo centrale nel ridurre l’asimmetria informativa tra il cliente ed il professionista consentendo al primo di poter scegliere con una maggiore trasparenza e consapevolezza. Un sistema chiaro, che incentiva la crescita e la competitività senza ledere i diritti altrui.

Eppure la chiarezza di questa legge, la trasparenza dell’operato delle libere professioni sembrano non essere state sufficienti a rassicurare gli ordini professionali che, nel timore di vedersi privati di chissà quale privilegio, o meglio in quanto ancora afflitti dalla sindrome del figlio unico, dalla quale non riescono a guarire, hanno tentato, per il tramite di un manipolo di parlamentari asserviti alla loro lobby, di affossare il provvedimento in votazione al Senato.

Ma hanno clamorosamente fallito. Anzi, con il testo licenziato dall’aula di Palazzo Madama il CoLAP e le associazioni professionali hanno ottenuto una doppia vittoria.

Nel voto al Senato infatti sono stati confermati due principi fondamentali della battaglia del Coordinamento:

- Il primo è quello di aver stabilito che non soltanto gli iscritti agli ordini sono professionisti. Lo sono, per legge d’ora in poi, anche gli iscritti alle libere associazioni professionali;

- Il secondo quello di aver riconosciuto alle professioni associative una propria specificità: sono il secondo pilastro del sistema professionale italiano.

Ma soffermiamoci più nel dettaglio su questa duplice vittoria.

Il 14 e 15 novembre scorso in Aula al Senato abbiamo visto parlamentari, anche di un certo rilievo, come il Sen. Sacconi ed il Sen. Castro sostenere emendamenti esplicitamente suggeriti dagli ordini professionali. Basta leggere il resoconto stenografico del Senato per trovare riportate testuali parole del Ministro “…tutti gli ordini professionali hanno rivolto richiesta in tal senso al Parlamento, la quale c’è apparsa condivisibile…” oppure “questa richiesta che sale unanimemente dagli ordini professionali, quindi, ha un fondamento: certamente coincide con un interesse corporativo…”. Direi che queste frasi lasciano ben poco spazio all’immaginazione. Ma al di la di questa evidenza, la vittoria sta proprio nel fatto che il contenuto degli emendamenti, tanto voluti dal Ministro Sacconi e dal suo collega Castro, non hanno trovato accoglimento in aula. Al contrario, sono stati sonoramente battuti dall’esito delle votazioni. In particolare quello proposto per modificare il termine professione intellettuale sostituendolo con il termine prestatori di opera o servizi è stato respinto dall’aula.

Già più volte nel passato abbiamo avuto modo di confrontarci e scontrarci su questo tema. L’On.le Siliquini, che proprio in un articolo molto fantasioso di alcuni giorni fa sostiene di aver contribuito alla predisposizione degli emendamenti proposti da Sacconi e Castro, ha più volte tentato negli anni di far passare questo concetto, senza successo. Peraltro nello stesso articolo citato poco prima, l’On.le Siliquini esprime la sua soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti proposti da Sacconi asserendo che grazie a questo “la legge è stata ampiamente modificata (approvati circa 10 emendamenti) al fine di chiarire la netta distinzione per formazione, titoli ed abilitazione che vi è tra una professione intellettuale esercitata da iscritti ad Ordini e Collegi, ed altre attività inquadrabili nella categoria servizi o mestieri vari”.

Mi chiedo allora se la nostra On.le Siliquini abbia letto il resoconto della seduta visto che di tutti gli emendamenti proposti da Sacconi e Castro ne è stato accolto soltanto uno, peraltro modificato in sede di votazione e che gli emendamenti approvati sono soltanto 5, e non 10 come l’On.le dichiara, e di diversa ispirazione.

Ma al di la di questi episodi quel che emerge dal voto del Senato è l’affermazione dell’idea del CoLAP secondo la quale la qualifica di professionista e di professione intellettuale non può e non deve essere riservata soltanto a chi esercita professioni organizzate in ordini albi o collegi. Questo perché in evidente contrasto con quanto disciplinato dal codice civile (art. 2229) che afferma “…la legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in albi o elenchi…”. Ciò significa che in un più ampio concetto di professioni intellettuali possiamo includere quelle ordinistiche ma non certamente escludere che ne esistano delle altre. Sfido chiunque nel sostenere che un archeologo non possa esser considerato un professionista “intellettuale” soltanto perché non regolamentato da un ordine, albo o collegio.

E di esempi ne potremmo portare molti altri.

Altra vittoria sancita dalla votazione del Senato è il comma 3 dell’art. 1. Nel testo licenziato dalla Commissiona Industria si prevedeva infatti che in ogni documento e rapporto scritto con il cliente ci fosse l’obbligo di indicare “professione non regolamentata in Ordini o Collegi”. Nel testo approvato dall’Aula del Senato questo emendamento è stato modificato in senso positivo ed il riferimento da indicare nei documenti scritti e nel rapporto con il cliente è passato “agli estremi della presente legge”. Un risultato davvero importante, anche se ottenuto con un ridottissimo scarto (130 a favore, 127 contro).

Alla luce di tutto questo ed in considerazione del poco tempo che resta per la fine della legislatura la terza lettura della legge alla Camera dovrà assolutamente procedere rapidamente. A PLUS ITALIA abbiamo chiesto che l’approvazione avvenga “in un batter d’ali”. E cosi sembra stia avvenendo. Proprio alcuni giorni fa, il 20 novembre, il testo è passato alla Camera dove la commissione X (competente per l’esame) ha proposto ed ottenuto la legislativa. Ciò significa che il testo licenziato dal Senato non dovrà ritornare in aula alla Camera ma verrà votato direttamente in commissione. E se, come ci aspettiamo, non ci saranno imprevisti o ostacoli al lavoro della Commissione Attività Produttive potremo avere la legge prima di Natale. Se così sarà potremo dire di aver vinto la nostra guerra, tutelato il consumatore e dato dignità ai 3milioni e 227 mila professionisti che oggi esercitano la loro attività professionale, pur rappresentando il 14% del bacino occupazionale del nostro territorio.

Solo allora potremo dire di aver concluso la prima parte della missione che ci siamo dati ormai troppi anni fa.

Ci sarà da iniziare la seconda, quella del consolidamento nella società delle professioni associative. Il compito del CoLAP sarà di vigilare che soltanto le associazioni davvero in grado di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge possano essere inserite nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico e che tutto sia fatto con correttezza, trasparenza e veridicità. L’elenco e la legge nel suo complesso dovranno rappresentare uno strumento di eccellenza e servire da stimolo alla crescita, all’implementazione e al miglioramento di tutte le associazioni e dei loro professionisti.

titolo: Professioni associative, il CoLAP vince due volte
autore/curatore: Giuseppe Lupoi
argomento: Politica professionale
fonte: Il Giornale delle Partite IVA, Anno 4, Numero 23, Dicembre 2012, p. 18
data di pubblicazione: 11/12/2012
keywords: ac 1934, ddl 3270, riforma professioni, ordini professionali, professioni non regolamentate, associazioni di categoria, colap

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