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«Non mi sono mai presentata ai miei clienti quale dottore, né psicologa, né psicoterapeuta, né psicanalista. Sono solo una counselor che offre uno spazio di ascolto e di riflessione a coloro che desiderano sviluppare una consapevolezza di sé»: Gaetana Conversano, la donna di 55 anni denunciata dalla guardia di finanza la scorsa settimana per esercizio abusivo della professione medica, per la prima volta accetta di parlare della vicenda che ha attirato su di lei i riflettori di tutta i media italiani.

Assistita dai suoi legali, avvocati Francesco Alagna e Barbara Migliorati, dice di «sentire la necessità di dover spiegare quale sia la mia professione. Io sono una counselor, ho conseguito il relativo diploma e sono iscritta presso l'albo professionale della Faip (Federazione delle associazioni italiane di psicoterapia), regolarmente depositato presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Successivamente mi sono iscritta anche presso registro italiano dei counselor di Assocounseling».

Fin qui i confini del suo lavoro. Precisa quindi di «non essere laureata in medicina, né in psicologia. Mi occupo di naturopatia attraverso l'uso della fitoterapia e dei Fiori di Bach, che non sono né prodotti medicali, né prodotti farmaceutici, non contenendo alcun principio attivo farmacologico».

Proprio questa è una delle accuse che le vengono mosse, ma lei rimarca di «non avere mai prescritto medicine, né farmaci. Né tanto meno ho venduto ai miei clienti feticci, pietre o amuleti. Mi limitavo invece a regalare, talvolta, delle pietre quali il quarzo rosa o l'ametista, precisando che ho tenuto un corso sulla conoscenza e l'uso dei cristalli al comune di Cesate».

L'altra contestazione che configura il reato di esercizio abusivo della professione medica è di avere ipnotizzato i suoi clienti: «Non ho mai sottoposto alcuno dei miei clienti ad ipnosi» - replica - «né tanto meno ho utilizzato un pendolino. Ciò che accadeva, in realtà, era solo ed esclusivamente l'utilizzo di tecniche di rilassamento che gli stessi potevano praticare anche da soli a casa».

Infine le contestazioni di natura fiscale: per le Fiamme gialle la donna fatturava in nero e, a dispetto di un reddito dichiarato di appena seimila euro l'anno, in cinque anni in realtà avrebbe accumulato un vero e proprio tesoretto, compreso tra i 200 e i 400mila euro. Non meno di sostanza il patrimonio immobiliare: la finanza ritiene che siano in possesso della donna ben sette immobili, sparsi tra Varese, Milano e Bari.

«Lo apprendo dai giornali» - ribatte la Conversano - «La realtà è ben diversa. Sono comproprietaria di tre immobili provenienti dall'eredità delle famiglie di origine mia e di mio marito. Per quanto riguarda, invece, le altre contestazioni di natura fiscale e tributaria non mi è stata ad oggi comunicata alcuna contestazione, apprendendo la notizia dai giornali».

titolo: La presunta psicologa di Caronno replica alle accuse della Finanza
autore/curatore: F. Ton.
fonte: La Provincia di Varese
data di pubblicazione: 04/03/2012
tags: esercizio abusivo professione, counseling

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