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Con un disegno di legge costituzionale presentato al Senato il 28 luglio scorso, il senatore Raffaele Lauro (PdL) propone l’abolizione dell’esame di Stato per l’abilitazione professionale. Il disegno di legge S. 2852 “Modifica all’articolo 33, quinto comma, della Costituzione in materia di ordini professionali” prevede infatti la soppressione, dall’art. 33 della Costituzione, dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale.

L’art. 33 della Costituzione - ricordiamo - recita: “È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all’esercizio professionale”.

“Questa è la prima e la più importante - ha dichiarato Lauro - delle riforme liberali da realizzare al più presto nel nostro Paese, se vogliamo liberare energie per un nuovo sviluppo economico. Gli Ordini professionali si sono trasformati in corporazioni, che hanno il solo scopo di difendere ed amministrare privilegi acquisiti, cioè costi aggiuntivi per i cittadini e mediocre qualità dei servizi.

La Banca d'Italia - ha proseguito Lauro - ha stimato l’entità della rendita monopolistica degli Ordini, che ostacola una vera concorrenza, nella misura di 11 punti di PIL in pochi anni, di cui ben 5 nei primi tre anni”.

Le reazioni
Immediato il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Respingiamo nel modo più fermo il metodo e il merito con cui un esponente della maggioranza parlamentare, il senatore Raffaele Lauro, crede di poter affrontare il tema della riforma delle professioni: mai nessuno aveva anche solo osato pensare di abolire l'articolo 33 della Costituzione cancellando con un sol tratto di penna Ordini professionali ed Esame di Stato per l'abilitazione professionale”.

“Rileviamo inoltre - continua il Cnappc - come appaiano del tutto fantasiose ed infondate le argomentazioni circa il costo in termini di PIL degli Ordini: numeri del tutto inventati e buttati a caso solo per dare una parvenza di credibilità ad una iniziativa semplicemente ridicola; gli oltre due milioni di professionisti italiani ed i 150mila architetti meriterebbero un rispetto ed una attenzione ben diverse”.

“Chiediamo ai Ministri Sacconi e Nitto Palma di prendere apertamente e pubblicamente le distanze da questa iniziativa: se non lo facessero il sospetto che il senatore Lauro sia un mero esecutore di volontà altrui prenderebbe corpo e forma. Fa riflettere, infatti, che, mentre meno di 48 ore fa il Ministro del Lavoro tentava di ricucire un rapporto con i rappresentanti dei professionisti italiani, un parlamentare di maggioranza, peraltro privo di specifiche competenze nella materia, intervenga in modo totalmente sconclusionato su di un argomento così delicato e importante come la riforma delle professioni”. “Una cosa - conclude il Consiglio Nazionale - è discutere della modernizzazione del Paese e, con questa, dell’aggiornamento delle professioni e delle loro strutture organizzative ed istituzionali, altro è lasciarsi andare a parole in libertà delle quali nessuno di noi ha bisogno”.

La risposta del senatore Raffaele Lauro
“Non mi stupisce la reazione scomposta (e vagamente intimidatoria!) del Cnappc, che respingo, da parlamentare, con assoluta fermezza al mittente, in relazione al mio disegno di legge costituzionale, di iniziativa personale, per l'abolizione degli ordini professionali, nè mi sorprendono le fragili argomentazioni addotte a tutela di interessi corporativi consolidati, che non smentiscono le valutazioni economiche della Banca d’Italia”. “Ciò significa - ha aggiunto Lauro - che ho colpito nel segno. Ora mi aspetto le reazioni, altrettanto virulente, delle altre corporazioni. Il nostro Paese ha bisogno di liberarsi da tutte queste rendite monopolistiche, che lo soffocano”.

titolo: Professioni, presentato disegno di legge per abolire gli Ordini
autore/curatore: Rossella Calabrese
fonte: Edilportale
data di pubblicazione: 02/08/2011
tags: abolizione ordini professionali, costituzione, art. 33

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