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Sogno di una notte di inizio estateIeri pomeriggio mi sono fatto la faccia rossa dai pizzichi per essere certo che non stavo sognando. Eppure erano solo le 6 del pomeriggio. Non era possibile che stessi sognando. Ma la notizia che mi era arrivata non poteva non essere un sogno: il pre Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Grazioli, stava discutendo il testo della manovra da 40 miliardi e, infilato al punto 14, c'erano tre articoletti del tutto rivoluzionari, addirittura incredibili per un Governo che di liberalizzazioni non sembrava volerne sentir parlare.

Secondo il mio ufficio stampa quei tre articoletti cominciavano così: comma 1 dell'articolo 1: 'L'accesso alle professioni e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa' e proseguiva con il secondo comma: 'Le disposizioni vigenti che regolano l'accesso e l'esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all'introduzione di restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva'.

Ho subito telefonato alla responsabile dell'ufficio stampa dicendole che quelli non erano scherzi da fare, ma mi ha giurato sulla figlia che sta per nascere che il testo che mi aveva mandato era proprio quello sul quale si stava discutendo e che la notizia era stata battuta da tutte le agenzie. Non ho potuto non crederle e ho continuato a leggere.

L'articolo 2 aveva un titolo che era tutto un programma: 'Abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni' e diceva che, ad eccezione delle professioni di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, venivano cancellate le restrizioni all'accesso e all'esercizio della professione per aree geografiche, o al di fuori da queste, l'imposizione di distanze minime tra le sedi deputate all'esercizio della professione; il divieto di esercizio della professione in più sedi oppure in una o più aree geografiche; la limitazione dell'esercizio della professione ad alcune categorie; il divieto di commercializzazione di taluni prodotti; le limitazioni all'esercizio della professione sotto forma societaria; l'imposizione di requisiti professionali in relazione al possesso di quote societarie; l'imposizione di prezzi minimi per la fornitura di beni o servizi.

L'articolo 3, infine, rendeva possibile, con una sola comunicazione, l'inizio immediato di una attività professionale, dando tre mesi all'Autorità per verificare l'effettivo possesso dei titoli necessari. Pazzesco, roba da Paese civile. Ho richiamato la responsabile dell'Ufficio stampa e la ho insultata: non si giura il falso su una figlia che sta per nascere! Ma quella ha insistito. Allora ho chiamato il responsabile dell'Ufficio legale dell'Oice che conosco da oltre venti anni e che mai mi ha fatto scherzi barbini. Ma anche quello ha confermato tutto.

ERA VERO!

Sono andato a dormire tutto contento. Questo Paese stava davvero incamminandosi sulla strada dell'ammodernamento. Il Governo Berlusconi stava davvero mantenendo le promesse fatte dieci anni fa di voler rendere liberare l'Italia dallo statalismo. Forse la nostra voce era riuscita ad avere udienza nei meandri dei Ministeri dando corpo alla lunga battaglia di libertà. C'era speranza anche per la regolamentazione concorrenziale delle nostre professioni associative. Stamattina mi sono svegliato con l'ansia di leggere i particolari sui giornali.

È stata una colazione amara: la notizia che mi avevano dato era vera, ma il Governo aveva bocciato il testo. Le corporazioni, che spingono sempre per la conservazione dei privilegi, hanno vinto ancora una volta.

titolo: Sogno di una notte di inizio estate
autore/curatore: Giuseppe Lupoi
fonte: Mondoprofessionisti
data di pubblicazione: 29/06/2011
tags: governo berlusconi, riforma professioni, ordini professionali

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