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Professioni con identità europeaVerso una carta professionale per facilitare il riconoscimento delle qualifiche all'interno dell'Ue. Questa una delle proposte di modifi ca alla direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Lo ha annunciato ieri la Commissione Ue spiegando che, in consultazione con le parti interessate, è in corso un tentativo di modernizzazione della direttiva Zappalà (2005/36/ CE) recepita in maniera completa in Italia nel 2007. L'obiettivo è quello di consentire maggiore mobilità ai lavoratori dell'Unione. Le persone interessate sono quindi invitate a rispondere alla consultazione entro il 20 settembre 2011. Successivamente la Commissione organizzerà una conferenza ad alto livello il 7 novembre 2011 mentre una proposta legislativa è prevista per dicembre 2011. Spiega in una nota l'esecutivo di Bruxelles, che il Libro verde sulla direttiva 2005/36/CE 'sottolinea le possibili soluzioni future sulla base degli obiettivi già raggiunti e che permettono stesso tempo nuovi approcci per migliorare la mobilità'.

Si prevede, per esempio, l'introduzione di una carta professionale, strettamente connessa al sistema d'informazione del mercato interno (Imi) con lo scopo di facilitare il riconoscimento in un altro stato membro delle qualifi che del professionista. Una carta professionale emessa da un'autorità competente nello stato membro di origine del professionista potrebbe consentirgli di dimostrare le sue credenziali lavorative (il possesso delle qualifi che necessarie, l'abilitazione all'esercizio della professione) ai consumatori, datori di lavoro e autorità pertinenti in un altro stato membro.

La Commissione invita inoltre le persone interessate a fornire il loro contributo sul potenziale di nuove piattaforme comuni per facilitare la mobilità di lavoratori laddove non esiste un riconoscimento automatico, sviluppando una serie di criteri congiuntamente concordati per le qualifi che professionali.

Criteri, che potrebbero essere utilizzati per ridurre le differenze nei requisiti formativi. Le piattaforme comuni, previste già dalla direttiva Zappalà, sono state, infatti, a oggi inattuate. Rivela inoltre Bruxelles, che il restyling normativo potrebbe colpire anche i requisiti formativi minimi per talune professioni, tra cui quelle sanitarie e gli architetti.

'Al tal fi ne', spiega la Commissione, 'potrebbero essere necessari alcuni aggiustamenti della durata e del contenuto della formazione, nonché il possibile cambiamento delle capacità linguistiche per talune professioni sanitarie. Ciò rafforzerebbe la legittimità di una riconoscimento automatico delle qualifi che'.

titolo: Professioni con identità europea
autore/curatore: Anna Irrera
fonte: Italia Oggi
data di pubblicazione: 23/06/2011
tags: direttiva qualifiche, piattaforme comuni, 2005/36/CE, zappalà

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