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La parcella dell'avvocato costerà qualcosa in più. Pure quella del commercialista e dell´ingegnere o dell´architetto. Qualcosa in più che servirà a finanziare la pensione dei liberi professionisti. Dipende dalle casse di previdenza che, con l´approvazione definitiva del «ddl Lo Presti», hanno la possibilità di elevare il contributo integrativo, oggi al 2%, fino al 5% (il governo ha l´impegno a vigilare affinché non si vada oltre il 4%). Ma il contributo integrativo si paga in parcella; dunque, è a carico dei clienti del professionista che, dalla recentissima novità, possono aspettarsi l´aumento del «costo» delle prestazioni tra l´1,2% e il 3,6%, Iva inclusa.

Per esempio, se oggi l´avvocato chiede due mila euro per una causa civile ed il cliente si vede costretto a sborsare 2.948,00 euro considerando che 500 euro sono spese anticipate dal professionista (il resto è, appunto, il contributo integrativo al 2% e l´Iva), un domani per la stessa causa e per lo stesso compenso di due mila euro (e sempre con 500 euro di spese anticipate) il cliente dovrà sborsare 2.9462,00 euro (+ 24 euro) ovvero 2.996,00 euro (+ 48 euro) ovvero 3.020,00 (+ 72) rispettivamente se il contributo integrativo dovesse passare al 3, al 4 ovvero al 5%.

Contributi più alto. La previdenza dei liberi professionisti è gestita da apposite casse che, in cambio della garanzia di una pensione al momento della vecchiaia, chiedono al professionista di versare una contribuzione generalmente organizzata in due prelievi.

Il primo prelievo è il contributo soggettivo che il professionista paga da sé, in misura percentuale sul proprio «reddito». Il secondo prelievo è il contributo integrativo e questo è imposto sulla parcella così restando a pieno carico dei clienti (una sorta di «imposta» indiretta). La novità del ddl Lo Presti interviene sulla disciplina del secondo dei prelievi: sul contributo integrativo, oggi fissato al 2%. Il nuovo dettato di legge stabilisce che la sua misura «non può essere inferiore al 2% e superiore al 5% del fatturato lordo». E ribadisce, inoltre, che l´effettiva misura è fissata mediante delibera delle casse o enti di previdenza, approvata dai ministeri vigilanti. Resta confermato, infine, che il contributo integrativo è riscosso direttamente dal professionista all´atto dell´incasso delle prestazioni e che il suo importo deve essere evidenziato in fattura.

Pensione più pesante. Perché quest´aumento del contributo integrativo? La risposta istintiva è: per elevare le pensioni dei professionisti. Certo potrebbe essere questa la finalità; ma nessuno scopo è espressamente previsto dalla legge la quale, piuttosto, rimette il tutto alla volontà alle casse di previdenza. Infatti, il ddl stabilisce che al fine di migliorare le pensioni degli iscritti alle casse o enti di previdenza «è riconosciuta la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all´incremento dei montanti individuali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica garantendo l´equilibrio economico, patrimoniale e finanziario delle casse e degli enti». Dunque, il fine di «migliorare le pensioni» è solo una facoltà riconosciuta alle casse e solo per una «parte» del contributo integrativo. Inoltre, la nuova legge prevede che le delibere di destinazione dell´incremento contributivo a favore delle pensioni dei professionisti sono sottoposte all´approvazione dei ministeri vigilanti i quali «valutano la sostenibilità della gestione complessiva e le implicazioni in termini di adeguatezza delle prestazioni».

Parcelle più care. L´unica cosa certa, per ora, è l´aumento delle parcelle dei professionisti. Se dovesse aumentare il contributo integrativo, in altre parole, seguirà di sicuro un incremento del costo delle prestazioni a carico di chi fruisce di queste prestazioni (clienti). In tabella sono riportare alcune simulazioni delle attuali parcelle di un ipotetico professionista che chieda due mila euro di compenso considerando il contributo al 2%, messe a confronto con le parcelle dello stesso professionista e per lo stesso compenso ma considerando il contributo al 3, al 4 e al 5%. Per effetto dell´Iva (che è dovuta sul contributo integrativo), l´aumento del contributo porterà un rincaro della parcella di 24, di 48 euro o di 72 euro rispettivamente qualora dovesse passare al 3, al 4 ovvero al 5%.

Scarica l'articolo integrale (pdf,133 kb).

titolo: Integrativo rafforzato al debutto
autore/curatore: Daniele Cirioli
fonte: Italia Oggi
data di pubblicazione: 20/06/2011
tags: ddl lo presti, riforma, previdenza, contributo, pensione

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