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Il riconoscimento delle associazioni va avanti. Dopo le rassicurazioni da parte del ministero della giustizia circa la prosecuzione dell'esame delle domande, arrivano anche i dati. Che parlano chiaro: sette associazioni su oltre 60 hanno presentato la domanda, hanno ricevuto il via libera da parte di Via Arenula e la pratica è ora sul tavolo del Cnel per il parere (comunque non vincolante). Altre 20, invece, hanno avuto richiesta di integrare le domande incomplete. L'iter di accreditamento quindi non si è fermato dopo le due opposte sentenze, come dicono Giuseppe Lupoi e Giorgio Berloffa rispettivamente presidenti del Colap e di Assoprofessioni che hanno spiegato a ItaliaOggi come l'intenzione del presidente della commissione Giuseppe Casadio sia quella di creare un gruppo di lavoro che analizzi le domande senza farle passare per il vaglio del parlamentino. Un passaggio in meno che consentirebbe di velocizzare le procedure e formulare quindi il parere.

Secondo infatti l'articolo 26 del decreto legislativo 2007 (ora il solo riferimento dopo l'annullamento del dm 28 aprile 2008) le associazioni che il ministero ha valutato in possesso dei requisiti dovranno, comunque, per entrare a far parte dell'elenco per concorrere alla definizione delle piattaforme comuni, ricevere il parere del Cnel. Una volta ottenuto, sarà un decreto dei ministri giustizia e politiche europee a dare l'effettivo riconoscimento a ogni singola associazione.

Che d'ora in poi, quindi, non dovranno più tenere in considerazione il dm, ma solo l'articolo 26 del dlgs 206/07 che già forniva delle indicazioni precise sulla documentazione da presentare. Prima di tutto quindi dovranno dimostrare di essere state costituite 'per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o registrata presso l'ufficio del registro', da almeno quattro anni; di avere adottato uno statuto 'che sancisca un ordinamento a base democratica, senza scopo di lucro, la precisa identificazione delle attività professionali cui l'associazione si riferisce e dei titoli professionali o di studi necessari per farne parte'. L'articolo specifica anche che tra i rappresentanti non ci dovranno essere 'situazione di conflitto di interesse o di incompatibilità ', e si dovrà invece garantire 'la trasparenza degli assetti organizzativi e l'attività dei relativi organi, l' esistenza di una struttura organizzativa, e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione'. Infine le associazioni dovranno possedere un sistema di deontologia professionale che preveda sanzioni; prevedere l'obbligo della formazione permanente e dimostrare di essere diffusi su tutto il territorio nazionale.

titolo: Il riconoscimento va
autore/curatore: Benedetta Pacelli
fonte: Italia Oggi
data di pubblicazione: 04/04/2009

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