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Intellettuali o non intellettuali?Da quando si è iniziato a parlare di riforma delle professioni, gli Ordini professionali, in ogni loro proposta, hanno chiesto l'abolizione dell'articolo 2238 del Codice civile che, nel caso l'esercizio della professione costituisca elemento di un'attività organizzata in forma di impresa, prevede per le professioni l'applicazione delle disposizioni che lo stesso Codice stabilisce 'anche' per le imprese. Secondo gli Ordini, gli estensori del Codice civile del 1942, XX EF, hanno 'fatto un po' di pasticci' quando hanno previsto che un professionista debba anche sottostare alle norme stabilite per ogni altra impresa, qualora per fornire servizi ai propri clienti si doti di collaboratori, di dipendenti e di beni strumentali. 'Chissà cosa è passato per la testa a quei tapini', sembrano domandarsi i vertici degli Ordini.

Più di recente, hanno trovato un altro articolo del Codice civile, di nuovo quello del 1942, XX EF, che non soddisfa più il loro sempre dichiarato anelito a una riforma al passo con i tempi.
È l'art. 2229 che, nel definire l'esercizio delle professioni intellettuali, compie il marchiano errore di stabilire al primo comma: 'La legge determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi Albi o elenchi'.
Ma come è possibile, si chiedono basiti, che esista una professione intellettuale per la quale non sia necessaria l'iscrizione in Albi? Dove avevano la testa i redattori del Codice civile, quando hanno ipotizzato una diversa possibilità per esercitare professioni intellettuali? Probabilmente erano tutti reduci da El Alamein, ancora rintronati dalle cannonate inglesi: lo sanno anche i bambini che solo le 27 professioni che hanno un Albo richiedono intelletto per essere esercitate.
Tutte le altre, al massimo, possono essere equiparate al lavoro manuale.

Pensato, fatto! Cup e Pat hanno proposto che, d'ora in poi, professione intellettuale sia solo quella per la quale è richiesta l'iscrizione a un Albo. Sicuramente i lettori si staranno dicendo: 'Vabbe', intanto i nostri parlamentari si sono fatti una risata e hanno cestinato la proposta'. Errore. Nessuno dei parlamentari ha alzato il ciglio su questa proposta, anzi. Basta leggere gli atti della Commissione Giustizia per accorgersi di quanti si sono affrettati ad assentire. È il frutto di un Parlamento di nominati che, se non prova imbarazzo ad affermare che Berlusconi credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak, non può certo provarne a modificare il senso delle parole per legge. E ora, per legge, 'intellettuale' potrebbe diventare aggettivo qualificativo di 'iscritto a un Ordine professionale'.

Così non ci resterà che aggiornare il nostro vocabolario e chiudere la questione. Più di tutti, gli Ordini sono stati presi sul serio dall'onorevole Maria Grazia Siliquini, entrata agli onori della cronaca per il rapido dentro-fuori-dentro (PdL-Fli-PdL) dello scorso dicembre, che ha inserito la definizione nella propria proposta di legge.

Va riconosciuto: sono geniali questi Ordini e i loro lacchè! In un colpo solo raggiungono due obiettivi: escludono gli atti dei professionisti associativi dal novero delle professioni intellettuali e rimarcano il proprio territorio di caccia. Non fa niente se così si crea un danno molto grave per la collettività, per i soggetti (stavo per chiamarli professionisti, sono imperdonabile!) che si muovono su ambiti più innovativi e per l'economia.
D'altra parte, diciamo pane al pane e vino al vino, lo sanno tutti che fare l'archeologo, il bibliotecario, il sociologo, il consulente di azienda, il biotecnologo, il pedagogista non può essere posto allo stesso livello del perito agronomo o del consulente del lavoro. Un po' di moderazione, ragazzi!

A dire il vero noi ci auguriamo che un barlume di pudore alberghi ancora nelle coscienze dei nostri rappresentanti in Parlamento; speriamo che quella che oggi sembra una catastrofe possa diventare l'occasione per dimostrare che le istituzioni hanno ancora la forza di opporsi alla lobby degli Ordini: non è vero che per loro tutto è possibile.

E senza bisogno di aggiornare alcun vocabolario sarà salva la dignità del nostro Paese.

titolo: Intellettuali o non intellettuali?
autore/curatore: Giuseppe Lupoi
fonte: Il Giornale delle Partite IVA
data di pubblicazione: 09/04/2011
tags: professioni intellettuali, ordini, associazioni, codice civile, albo, costituzione

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