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L'UK esclude la regolamentazione per counseling e psicoterapiaCari colleghi, vi annuncio che ieri, 17 febbraio 2011, il Governo del Regno Unito ha pubblicato il Command Paper Enabling Excellence che fornisce dettagli di come le proposte contenute nel recente Health and Social Care Bill debbano essere implementate per quanto riguarda le professioni del counselling e della psicoterapia. La Alliance for Counselling and Psychotherapy, cui sono iscritto, è soddisfatta nel vedere che il Governo del Regno Unito NON propone di estendere la regolamentazione statale e legale ad altre professioni oltre a quelle già regolamentate. Esclude quindi da tale regolamentazione Statale sia il counselling che la psicoterapia. Quindi, la regolamentazione statale di counselling e psicoterapia da parte dell'Health Professions Council (HPC) e la 'protezione' legale dei titoli di 'counsellor' e 'psicoterapeuta' – così come proposto dal precedente governo e coerentemente osteggiato dall' Alliance – NON sarà portato avanti e attuato. Al suo posto sarà sviluppato un sistema volontario delle professioni non regolamentate sotto l'ombrello della nuova Professional Standards Authority (precedentemente chiamata Council for Healthcare Regulatory Excellence: CHRE).

Quindi, al posto di un sistema intrusivo e costoso che avrebbe richiesto una registrazione obbligatoria e il monitoraggio di migliaia di professionisti, il nuovo approccio sarà basato sulla 'quality assurance’ dei registri volontari, come quelli già tenuti da molte organizzazioni esistenti in numerosi campi professionali. In particolari circostanze, i regolatori statali già esistenti (come l'HPC) avranno anch'essi il potere di formare registri volontari di professionisti, anche se non è ancora chiaro se lo faranno o meno, e quali saranno tali circostanze. La motivazione che il Governo ha addotto per tale significativo cambio di direzione politica, richiama molte delle argomentazioni proposte dalla Alliance, riconoscendo che non vi erano motivazioni sufficenti che giustificassero una regolamentazione statale a tutti i livelli, e che la sua imposizione, per esempio al counselling e alla psicoterapia, avrebbe costituito una risposta sproporzionata e inappropriata.

Il Governo ha anche preso in considerazione il potenziale impatto negativo che la regolamentazione legale statale avrebbe avuto nei settori volontari e dei salari più bassi, dove in particolare molti counsellor sono occupati. Il documento governativo recita:
If regulation of this type were to continue to be extended to all groups where the previous administration had made commitments to introduce regulation, an additional 1.3 million workers (many of whom are in relatively low paid support roles) would be obliged by law to pay registration fees in order to continue to pursue their livelihoods. (ibid., p. 16) (note: the paper states that this figure includes counsellors and psychotherapists)
Il Command Paper continua dicendo che (traduzione mia):
Per la stragande maggioranza dei gruppi professionali occupati che non sono attualmente soggetti alla regolamentazione statale e che non sono considerati ad alto livello di rischio per la popolazione, ma dove è stata fatta una raccomandazione che una regolamentazione dovrebbe essere introdotta (inclusi quei gruppi che l'HPC aveva raccomandato e proposto per la regolamentazione statale obbligatoria e la protezione dei titoli, ma che ancora non sono registrati [come i counsellors e gli psicoterapeuti] (nota dell'Alliance) la conseguenza è che l'opzione da preferirsi sarà l'assicurazione di una registrazione volontaria. (ibid., p. 18).
La Alliance accoglie con successo il cambiamento di direzione del Governo britannico e attende ulteriori dettagli sul modello della registrazione volontaria per dare il proprio contributo all'efficace funzionamento del modello e aumentare la 'accountability' del settore del counselling e della psicoterapia.

La Alliance spera inoltre che in futuro ogni idea di regolamentazione sia approcciata in modo partecipato e consensuale, non solo riguardo alle politiche regolatorie, ma anche in altre aree come nelle linee guida del National Institute for Clinical Excellence (NICE) e il limitato 'range' di terapie attualmente disponibili nel programma statale denominato 'Increasing Access to Psychological Therapies (IAPT)'. La Alliance continuerà ad argomentare fortemente, come sempre ha fatto, che NON è appropriato nè d'aiuto per il pubblico e per i professionisti, che lo Health Professions Council continui a coinvolgersi in questo campo. La Alliance ha sempre creduto che ci fosse bisogno di un contrappeso alle tendenze standardizzanti, centralizzanti e protezioniste che tutte le professioni tendono ad esibire, e che sono esemplificate e guidate dal progetto dell'HPC. Al contrario, come persone che lavorano terapeuticamente con la condizione umana, la Alliance sostiene la diversità, la responsabilità, l'autonomia e l'innovazione.

Per chi poi conosce il mondo delle professioni PSY inglese, potrei dire che la BACP batte lo UKCP 2-0 ! ; -) Il che è anche comprensibile pensando che 7.000 professionisti intendevano dettare le regole ad altri 35.000!

God save the Queen (e il pragmatismo degli inglesi).

titolo: L'UK esclude la regolamentazione per counseling e psicoterapia
autore/curatore: Giovanni Turra
fonte: Alliance for Counselling and Psychotherapy
data di pubblicazione: 18/02/2011
tags: regolamentazione, protezione del titolo, inghilterra, counsellor, psicoterapeuta, eccellenza, accreditamento volontario

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