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I professionisti senza ordine hanno voluto mettere sotto una lente d´ingrandimento il loro operato e, perciò, hanno siglato ieri a Roma, nel corso di un´iniziativa del Colap (Coordinamento libere associazioni professionali) un´intesa con Cgil, Cisl e Uil, affinché attraverso un comitato di garanzia i sindacati verifichino «la correttezza, la trasparenza, l´equità, la standardizzazione e la qualità delle procedure applicate dalle associazioni per il rilascio degli attestati di competenza».

È così che Giuseppe Lupoi, coordinatore nazionale del Colap, ha presentato questa «sfida», l´ennesimo step verso quella «legge di regolamentazione che ancora aspettiamo», perché a queste categorie, che contano circa tre milioni di lavoratori, «vengano riconosciuti lo status e la dignitas cui hanno diritto, al pari degli altri professionisti intellettuali». Nel corso dei lavori di Compete.r.e. (il titolo dell´evento era «Competenze riconosciute nell´economia»), Lupoi ha attaccato frontalmente gli ordini, delle «antiche lobby» responsabili a suo dire di aver «smesso da tempo di fare il loro lavoro di difensori della fede pubblica. Si sono trasformati in strani sindacati, in quanto a iscrizione obbligatoria, con il fine di ampliare sempre più i confini delle patenti rilasciate dallo stato».

Organismi che «le hanno provate tutte per non farci andare avanti», malgrado ciò «manca soltanto che le nostre prime sei associazioni si presentino al ministero con le marche da bollo per ritirare il decreto di individuazione delle associazioni professionali previsto dalla legge Bonino» (art. 26 del dlgs 206/2007 con cui è stata recepita la direttiva qualifiche, ndr), che permetterà a questi organismi di partecipare alle piattaforme europee sui temi che li riguardano. Fra questi soggetti ce ne sono ben tre dei tributaristi, Ancit, Int e Ancot, il cui presidente Arvedo Marinelli rammenta a ItaliaOggi l´annoso problema previdenziale: «Versiamo il 27% dei contributi, più del doppio rispetto ad altri, ma quando andiamo in pensione riceviamo un trattamento insufficiente». Sollecitato a rispondere a chi, dalla guida degli ordini, guarda a queste associazioni con il sopracciglio alzato, Marinelli sottolinea che «la nostra preparazione la facciamo con la Scuola superiore delle finanze, è cioè certificata da terzi. Non si entra senza titolo di studio e requisiti professionali adeguati, sono obbligatorie la formazione e la copertura assicurativa. Cos´altro dovremmo fare?».

titolo: Accordo ColAP sindacati
autore/curatore: Simona D'Alessio
fonte: Italia Oggi
data di pubblicazione: 23/10/2010

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