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Sono finiti in un labirinto. E non sarà facile uscirne. Proprio mentre la riforma delle professioni stava per imboccare il rettilineo finale prima del decollo, il pilota Angelino Alfano ha pensato di fare una deviazione che ha surriscaldato gli animi dei passeggeri. Qualche giorno fa sei associazioni aderenti al CoLAP (Coordinamento delle libere associazioni professionali), hanno annunciato di aver ottenuto una legittimazione ufficiale da parte del ministero della Giustizia. Per la prima volta nella storia delle professioni italiane, infatti, le associazioni professionali non regolamentate trovano una prima forte legittimazione all' interno di una legge dello Stato con l'iscrizione in un registro ministeriale.

Tutto nasce da una direttiva europea che chiedeva ai Paesi membri di indicare le categorie a cui fare riferimento in caso di riforme nel mondo del lavoro. Nel redigere questo elenco (nel 2008, ancora durante il governo Prodi) sono state incluse anche le associazioni. Adesso il ministro Alfano è chiamato a firmare il decreto di annotazione nell'elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate previsto dal decreto 206/2007. Un provvedimento che riguarda traduttori, interpreti, grafologi, amministratori di condominio.

La svolta
Dal punto di vista pratico il decreto non produce alcuna conseguenza, ma dal punto di vista dei principi potrebbe rivelarsi un atto rivoluzionario. 'È bene scegliere con cura i termini da utilizzare - ammonisce Giuseppe Lupoi, presidente CoLAP -. Quello che abbiamo ottenuto non è un riconoscimento, ma una regolamentazione. Ma è un passo fondamentale per noi: le associazioni esistono e fanno parte del sistema produttivo del nostro Paese. La firma del ministro Alfano, di concerto con il ministro delle Politiche comunitarie, rappresenta un atto di grande portata innovativa ed un passo in avanti per la realizzazione di un sistema delle professioni duale e sinergico'.

L' effetto però ha provocato una reazione a catena di proteste: gli psicologi hanno annunciato il ricorso al Tar contro i grafologi (compresi nel decreto) e il Comitato unitario delle professioni ha annunciato che sarà presentato un esposto alla Corte di giustizia europea per segnalare la cattiva applicazione della direttiva sul territorio nazionale. Il presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone, ha già annunciato opposizione ferrea 'a qualsiasi riconoscimento che surrettiziamente possa vedere la legittimazione di percorsi diversi da quelli necessari per l' esercizio della professione'.

'Non temiamo nessuna azione legale - avverte Lupoi -. Gli psicologi sbagliano a protestare perché i grafologi offriranno solo consulenze e non si occuperanno di cure, che sono competenza esclusiva degli psicologi. In merito alle materie in tema fiscale, invece, i tributaristi hanno tutte le ragioni di esercitare la loro professione in competizione con i commercialisti che non hanno nessuna riserva di legge in tal senso. I tributaristi italiani sono professionisti che noi controlliamo e formiamo costantemente e pertanto garantiscono una qualità di servizi almeno uguale a quella dei commercialisti'.

Le reazioni
E se non è una 'dichiarazione di guerra', poco ci manca. 'A nessun commercialista italiano interessa il problema CoLAP - replica Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti italiani -. Il problema non è la concorrenza tra noi e i tributaristi: non rappresentano un pericolo per la nostra attività. Però costituiscono un pericoloso precedente nella credibilità del sistema professionale italiano. Se passa il messaggio che si può esercitare questa professione senza svolgere un percorso universitario, un tirocinio e un esame di Stato, è un pessimo esempio che si offre alle nuove generazioni. L'equiparazione è da respingere sarebbe una truffa nei confronti del cliente. E poi si darebbe il via a una corsa al ribasso delle professioni. E con il ministro Alfano le premesse, e le promesse, erano di tutt' altro genere'.

Adesso tocca al pilota ritrovare l' uscita con la consapevolezza che intanto a bordo cresce il malumore.

titolo: Sei categorie in cerca d'autore
autore/curatore: Isidoro Trovato
fonte: Corriere della Sera
data di pubblicazione: 18/10/2010

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