Home | Elenco iscritti | Elenco scuole | Aggiornamento | Supervisione | Eventi | Come iscriversi | News | Rassegna stampa

Vai alla home page
Oggi è venerdì 7 agosto 2020

   .: Come iscriversi
   .: Esami
   .: Assicurazione
   .: Definizione di counseling
 
   .: Cerca un socio
   .: Informazioni utili
   .: Linee guida
   .: Sportello utente
 
   .: Elenco scuole
   .: Corsi triennali
   .: Corsi di specializzazione
   .: Corsi di aggiornamento
 
   .: Chi siamo
   .: Cosa facciamo
   .: Gruppo dirigente
   .: Recapiti e contatti

Gli eventi di AssoCounseling


 
Pensione da fame. È quella che, sulla base delle varie riforme - a cominciare dalla Dini, del 1995 – dovrebbe aspettarsi la maggior parte dei professionisti autonomi non iscritti ad appositi Albi, e privi di un ente previdenziale di categoria. Cioè il cosiddetto popolo delle partite Iva. Non usano giri di parole, i fondatori del Giornale delle Partite Iva, mensile dei professionisti autonomi e delle nuove professioni, che ha debuttato proprio in questi giorni.

Il focus principale è proprio sulle pensioni, uno dei problemi più scottanti, per milioni di giovani che lavorano. I 'figli di un welfare minore' – in termini di assistenza sanitaria e di futura pensione - a fronte di versamenti contributivi sempre più elevati. Persone condannate alla precarietà come condizione di vita costante, e pure prive di quel riconoscimento sociale che è proprio delle professioni classiche. Perché questa componente sempre più grande del lavoro - circa 3,5-4 milioni di persone, più del 15 per cento della popolazione attiva – si trova nella libera professione, dopo aver aperto la partita Iva, non per scelta, ma per mancanza di alternative.

Qualcuno parla di 'bomba-pensioni', che potrebbe esplodere nel prossimo ventennio, quando verranno liquidati i primi assegni previdenziali, conteggiati col nuovo sistema contributivo, col rischio che si apra una paurosa voragine, nel sistema del welfare italiano. Per esperti come Pietro Ichino, i giovani stanno pensando troppo poco alle loro pensioni future, rinunciando a considerare la previdenza come una prospettiva realistica.

Ma ci sono anche delle proposte concrete. Come il disegno di legge bipartisan di riforma, firmato Giuliano Cazzola, Pdl, e Tiziano Treu, Pd, il quale prevede, da un lato, di applicare un'aliquota contributiva unica (il 24 per cento) per i nuovi occupati, a partire da gennaio 2011 e, dall'altro, di creare per tutti una pensione di base, finanziata con la fiscalità generale. Oppure le cinque proposte della Felsea-Cisl (sindacato dei lavoratori autonomi e atipici), tra le quali la creazione di un fondo sanitario ed uno previdenziale integrativi, e l'attivazione di forme di microcredito per i periodi di inattività.

titolo: Partita IVA? Pensione da fame...
autore/curatore: Redazione
fonte: Intrage
data di pubblicazione: 15/10/2010

Home | Privacy | Note legali | Sportello utente | Contatti | Partnership | RSS

© 2009-2020 AssoCounseling. Codice fiscale 97532290158. Tutti i diritti riservati.