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L'economia della conoscenza, la globalizzazione competitiva e la diffusione delle nuove tecnologie di rete hanno prodotto cambiamenti epocali e sostanziali nel mercato delle professioni. L'incapacità di riformare in profondità il sistema di regolazione professionale rappresenta un momento di freno e di frizione economica che riduce fortemente la velocità competitiva del nostro Paese sui mercati comunitari e internazionali. È dunque arrivata l'ora, di superare la logica delle professioni in termini di antagonismo e contrapposizione, prevalenza delle rendite di posizione e chiusure oligopolistiche, riconoscendo le associazioni professionali, e riformando sinergicamente il sistema nel suo complesso.

In questa opera di ridefinizione di spazi e ruoli, il punto di equilibrio tra tutela del cliente e competitività di mercato rappresenta la pietra angolare su cui costruire le modalità e le caratteristiche di una rinnovata regolamentazione che tenga conto dei mutamenti che ha subito la domanda di professionalità nell'era del capitalismo intellettuale. La strada dello sviluppo del mercato delle professioni e della conseguente competitività del Paese deve allora tenere conto che il nostro sistema professionale è composto, in questo momento, da professioni ordinistiche, da molte associazioni (con le relative attività professionali nuove, emergenti e/o di specializzazione) fortemente consolidate e organizzate, e da una serie di attività professionali di sicuro rilievo economico e sociale ma non ancora ben organizzate.

D'altra parte, le stesse associazioni professionali affrontano in questo periodo una fase di crescita molto delicata perché, nonostante gli sforzi degli organismi di coordinamento e rappresentanza che le raggruppano come ad esempio il CoLAP, non sono ancora riuscite a raggiungere il necessario e adeguato momento di riconoscimento pubblico con conseguente visibilità sociale ed economica.

Concorrenza sugli spazi istituzionali e di mercato da un lato, e necessità di razionalizzare gli standard di qualità nei processi di attestazione delle competenze degli iscritti dall'altro, suggeriscono l'esigenza e l'urgenza di cambiare in profondità alcune delle logiche organizzative associative finora adottate. In questo ambito sarebbe auspicabile che si dotassero di un modello organizzativo più adatto agli scenari evolutivi della fase attuale con riferimento alla capacità di:
  • dare sostanza e autorevolezza alle proprie caratteristiche per poter accedere ai circuiti istituzionali di recente introduzione (art. 26 del D.Lgs. 35/06), se possibile prima di eventuali associazioni concorrenti, recuperando eventuali gap accumulati;
  • individuare quali sono le caratteristiche professionali distintive dei propri iscritti;
  • migliorare il proprio posizionamento competitivo rispetto ad altre strutture associative dello stesso segmento ed alle strutture ordinistiche;
  • sviluppare l'orientamento alla qualità delle prestazioni degli iscritti;
  • sviluppare un'ulteriore fase di offerta associativa per nuovi iscritti, in base alla possibilità di precisare elementi di appeal per nuove adesioni e la continuità di permanenza dei soci già aderenti;
  • definire le linee strategiche dei percorsi formativi propedeutici e successivi allo svolgimento della professione;
  • consolidare il marchio associativo attraverso processi di comunicazione adeguati;
  • da ultimo, ma forse al primo posto nell'orizzonte strategico di medio periodo, essere in possesso di tutti i requisiti che saranno utili per essere riconosciuti come soggetto di riferimento del proprio segmento professionale nell'ambito del futuro sistema duale/stellare.
Tale percorso è naturalmente estensibile a tutti coloro che volessero progettare 'ex novo' un'associazione professionale, andando a deframmentare un'attività professionale esistente o una nuova professione tra le migliaia che nascono quotidianamente nell'ambito dei processi tumultuosi di innovazione che caratterizzano il capitalismo intellettuale.

La finalità del 'Il futuro delle associazioni professionali' è quella di offrire modelli, metodi e strumenti di progettazione associativa che diano la possibilità di effettuare processi di engineering o di reengineering anche a chi, non avendo competenze costruite nel tempo per pensare o attuare momenti di cambiamento organizzativo, voglia diventare comunque un punto di riferimento nel mercato delle associazioni professionali del presente e del futuro.

Il futuro delle associazioni professionali
Orizzonti strategici, strumenti, best practices
Angelo Deiana, Presidente Comitato Scientifico del CoLAP, Stefano Paneforte, Docente Università Tor Vergata di Roma
In libreria dall'ultima settimana di novembre
Edizioni 'Il Sole 24 Ore'

titolo: Il futuro delle associazioni
autore/curatore: Tommaso Valleri
fonte: CoLAP
data di pubblicazione: 18/10/2010

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