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Poco meno di un'ora di colloquio a porte chiuse e la riforma delle libere professioni riaccende i motori con l'imprimatur dell'esecutivo. Un disegno di legge di natura governativa costituirà la cornice di riferimento su cui modellare, poi, le discipline di dettaglio per categorie o settori. Un testo che il Guardasigilli, Angelino Alfano, promette di mettere nero su bianco entro ottobre (si legga l'intervista), sulla base del documento condiviso che ieri una piccola delegazione di presidenti di Ordini, in rappresentanza di Cup (il Comitato unitario delle professioni) e Pat (Professionisti dell'area tecnica), ha consegnato direttamente nelle mani di Alfano.

«Prendo atto con grande soddisfazione – ha detto il ministro Alfano – del fatto che i rappresentanti degli Ordini professionali, a così poca distanza dalla convocazione degli stati generali delle professioni avvenuta il 15 aprile, abbiano già raggiunto una intesa sui contenuti della riforma delle professioni che è mia intenzione presentare al parlamento. E ho dato mandato ai miei uffici di tradurre i contenuti di questo documento in un concreto atto normativo. Primo passo di un vero e proprio Statuto delle Professioni».

«La riforma che ho in mente – ha concluso Alfano – responsabilizzerà al massimo gli Ordini, chiamati a essere garanti, di fronte all'utenza, della serietà e della professionalità dei loro assistiti, e garantirà ai professionisti il diritto a un compenso effettivamente proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurar loro un'esistenza libera e dignitosa».

Molto soddisfatti si sono detti anche i rappresentanti di Cup e Pat, al termine dell'incontro. Si è trattato di «un colloquio estremamente positivo – ha affermato Marina Calderone, presidente del Cup e dei consulenti del lavoro – cui seguirà la piena collaborazione delle professioni (già riconvocate per settembre) a un testo condiviso e coerente». Un'occasione «storica» per Andrea Sisti, presidente dei dottori agronomi e dottori forestali, per il quale «il sostegno ai giovani professionisti e l'innalzamento delle competenze attraverso la formazione sono alla base di questa riforma».

È «entusiasta» dell'impegno assunto da Alfano il vicepresidente del Cup e presidente degli agrotecnici, Roberto Orlandi, che però ricorda «che sul tappeto restano le divisioni sul futuro assetto degli Albi per i triennali e il loro rapporto con gli Ordini tecnici quinquennali e che i nodi potrebbero presto venire al pettine». Chiamato in causa, il presidente dei periti industriali, Giuseppe Jogna, «non vede contrapposizione tra il disegno di Alfano e i punti formalizzati nel testo Siliquini. Il ministro ha deto che farà tesoro dell'esperienza parlamentare, dunque, mi aspetto che il riordino delle competenze tecniche possa essere uno di questi». questo punto, se il Governo ha deciso di assumere la competenza in materia, il contraccolpo non potrà che frenare la sintesi dei testi parlamentari attorno al Ddl Siliquini per il riordino di Ordini e Collegi in corso in commissione Giustizia della Camera. Ma stessa sorte potrebbe toccare anche al provvedimento 'scorporato' che riguarda le associazioni non regolamentate. Anche su quello, ma in commissione Attività produttive di Montecitorio, si sta facendo uno sforzo di sintesi. Ma una rilettura degli ambiti di competenza degli Ordini esistenti potrebbe avere ripercussioni su quelli di associazioni non ancora riconosciute.

Caustico, infine, il commento del vice presidente del Colap, Riccardo Alemanno, per cui: «Più sento parlare della riforma, quella dei soli Ordini, ben distinti dalle 'barbare' associazioni, più penso che sarà un danno per i cittadini. In un periodo di grave crisi, gli Ordini chiedono un aumento del 50% delle tariffe e invocano più tutele dell'utenza, quando molti dei loro iscritti sono ancora privi di assicurazione di responsabilità civile verso terzi».

titolo: Alfano: riforma entro ottobre
autore/curatore: Laura Cavestri
fonte: Il Sole 24 ORE
data di pubblicazione: 22/07/2010

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