La decisione assunta dai commissari dei gruppi delle due commissioni Giustizia e Attività Produttive, che hanno votato – in materia di riforma delle professioni – la separazione tra professioni e ordini, è definitiva, in quanto non richiede alcun ulteriore passaggio o votazione in assemblea. Un voto decisivo e importante perché, da questo momento, si apre un diverso e distinto percorso per ordini e associazioni che vedrà nascere due leggi separate. Infatti, come è giusto che si proceda alla riforma degli ordini professionali, definendo con chiarezza che cosa è una professione intellettuale, introducendo forme di società “ad hoc” tra professionisti, affermando la chiara distinzione tra professionista e impresa, sottolineando che l’accesso alle professioni per i giovani è libero e con tirocinio retribuito; così è giusto procedere a disciplinare con una autonoma legge, di competenza della Commissione Attività Produttive, un mondo di nuove professioni e associazioni, che è rimasto per troppo tempo in un “limbo” privo di regole, una vera giungla che ha consentito la nascita di una enorme zona grigia di abusivismo, con tutti gli evidenti danni per i cittadini, i quali non sono in grado di distinguere tra “nuove professionalità” e i tanti approfittatori, privi di competenze, che esercitano attività varie. Si tratta di regolare questi due mondi con trasparenza, in modo che il cittadino che vi accede sia pienamente informato e, quindi, consapevole nelle sue scelte.
|