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L'Italia può riuscire a rafforzare la sua produttività del 14% nell'arco dei prossimi dieci anni puntando con decisione su norme di ulteriore liberalizzazione per commercio, professioni e servizi di elettricità e gas. È la stima dell'Ocse, contenuta nel rapporto centrato sull'efficacia della regulation nel nostro Paese, che evidenzia «progressi significativi» su diverse voci chiave. «Negli ultimi anni sono stati ridotti i costi delle procedure normative, sono stati liberalizzati i mercati dei prodotti e la Pubblica amministrazione è stata modernizzata» si legge nell'indagine.

Giudizi lusinghieri, quelli dell'Organizzazione basata a Parigi, che sono stati ieri ribaditi a viva voce dal suo segretario generale Angel Gurria, durante la conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quello per la Semplificazione, Roberto Calderoli e con il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà. Gurria ha inoltre dato atto alla politica economica italiana di aver adottato scelte sagge nella crisi, tanto sul fronte del debito pubblico che sul versante bancario: «L'Italia ha resistito alle richieste di chi voleva fare altro debito - ha sottolineato - e oggi é evidente che questo era il modo giusto di affrontare la crisi, perché paesi che hanno speso troppo e avevano già una finanza debole oggi hanno molti problemi sui mercati». Quanto alle aziende di credito, «il sistema bancario italiano non ha avuto le convulsioni drammatiche che hanno avuto altri e questo ha permesso di passare la crisi senza turbolenze».

Sul tema caldo del momento, la crisi greca e i rischi di indebolimento dell'Unione monetaria, Gurria ha invece tagliato corto:«Non è un problema di euro o di Europa, quello della Grecia è un problema molto specifico: siamo passati da un 4% a un 13% nel rapporto deficit- pil, perchè si sono voluti evitare i controlli e aggirare la disciplina». Tornando al report sulle regole, il segretario Ocse ha sottolineato che grazie alle riforme intraprese dall'Italia e soprattutto nel campo della Pa i costi delle imprese sono scesi di 4 miliardi di euro «in particolare per le Pmi».

Gurria ha poi citato il decreto taglia-leggi, che «sta producendo risultati tangibili; la ghigliottina normativa sta diventando un tratto caratteristico dell'Italia. Un esempio molto importante per i nostri paesi». Dal canto suo, il ministro Calderoli ha annunciato il proprio nuovo obiettivo che «é quello di arrivare a cinquemila sole leggi in vigore» nei prossimi due anni, dalle diecimila attuali. La performance italiana sul terreno dell'efficacia delle normative, secondo Gurria, si colloca sui livelli dei paesi suoi vicini di casa, come Germania e Francia, mentre resta al di sotto di quelle dei paesi più efficienti, come Canada o Regno Unito. «Naturalmente – ha aggiunto il segretario dell'Ocse – anche se il processo di riforma regolamentare procede bene,sono possibili ulteriori miglioramenti per far sì che l'abbassamento delle barriere normative si traduca in maggiore crescita». Insomma, il suggerimento è chiaro e consiste nell'agire su più terreni, introducendo dosi maggiori di concorrenza nel mercato dei servizi e dei prodotti, per accrescere una produttività ancora insufficiente: «Per rafforzare la ripresa sul breve termine, e per garantire una economia sostenibile sul lungo periodo servono altre riforme» afferma il rapporto, che peraltro accorda un riconoscimento anche all'autorità Antitrust, in quanto «ha promosso la concorrenza nei maggiori settori infrastrutturali e ha accresciuto la trasparenza e la possibilità di scelta dei consumatori in molti altri settori».

Tra le raccomandazioni–chiave, l'esigenza di proseguire nella lotta alla burocrazia, il miglioramento del dialogo tra i vari livelli delle pubbliche amministrazioni, un maggior coordinamento fra le normative dello stato centrale e quelle regionali, «l'agevolazione della concorrenza sui servizi di trasporto locali», obiettivo per il quale si suggerisce di creare una apposita autorità di vigilanza nazionale. Inoltre, è necessario adottare «regole basate sul mercato in tutti i segmenti del settore dell'energia, e chiarire il quadro regolamentare per rafforzare le capacità di effettuare nuovi investimenti».

Per valorizzare la tutela della concorrenza l'Ocse suggerisce di attribuire all'Antitrust maggiori poteri sanzionatori, allungare i tempi delle istruttorie, dotare l'authority di più risorse. In pratica, un vero e proprio assist per Catricalà, che ieri ha colto l'occasione per riproporre l'idea della legge annuale, per la quale l'Autorità ha già sottoposto un testo tecnico in dieci articoli agli esperti del Tesoro. «La legge annuale sulla concorrenza– ha detto Catricalà– potrebbe darci qualche competenza in più, con una migliore distribuzione delle risorse tra le diverse Authority: l'Antitrust potrebbe anche avere il ruolo di Autorità sui Trasporti, e l'Autorità per le Comunicazioni potrebbe vigilare sul sistema postale». Tremonti, chiamato in causa direttamente, ha risposto:«Perchè no? Ogni anno abbiamo una legge comunitaria, si può avere anche una legge 'libertaria'».

titolo: OCSE: le riforme per crescere
autore/curatore: Rossella Bocciarelli
fonte: Il Sole 24 ORE
data di pubblicazione: 05/05/2010

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