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Angelino Alfano è ministro operoso e fantasioso. I suoi 'Lodi' passeranno alla storia di questa legislatura. Il dinamico Guardasigilli non ha inventato solo il Lodo per proteggere il Cavalier Berlusconi dai processi penali che lo inseguono da oltre quindici anni. Ora sta progettando anche un Lodo per proteggere gli ordini professionali dalla crisi economica che li deprime da almeno due anni. L'intenzione è lodevole: di riforma organica delle professioni si discute, inutilmente, da trent'anni. Ma la concezione è discutibile: la proposta che circola, più che a tutelare queste categorie dalla recessione, sembra finalizzata ad escluderle dalla concorrenza.

Avvocati e notai, ingegneri e architetti, commercialisti e consulenti del lavoro: quello degli ordini professionali è un universo economico importante, almeno 2 milioni di addetti, che produce il 12,5% del Pil. Le richieste vanno ascoltate, le difficoltà vanno affrontate. Ma c'è una cosa che non si può e non si deve fare: confondere la riforma complessiva con l'autodifesa corporativa. E invece è esattamente quello che Alfano farà, disponendo la reintroduzione delle tariffe minime. L'abolizione di questo vincolo, che soffoca il mercato e penalizza soprattutto i giovani, era stata quattro anni fa una delle principali conquiste della 'lenzuolata' di Bersani.

Non a caso, adesso, proprio questo è il cuore della battaglia dei professionisti, che chiedono a gran voce il ripristino di quello strumento di selezione degli accessi e di conservazione dello status quo. Il centrodestra, anche in questo caso, conferma la visione protezionista delle sue politiche. E il ministro Alfano, anche in questo caso, conferma la sua inguaribile propensione per le norme tagliate a misura di pochi beneficiari. Il vero obiettivo della riforma è 'l'Ordine dei cittadini', ha scritto in un aulico intervento sul Sole 24 Ore. Niente di più falso. Siamo invece alle solite. Leggi ad personam, nel caso del presidente del Consiglio. Leggi ad corporationem, nel caso dei professionisti. Alla faccia del Popolo delle Libertà.

titolo: Legge ad corporationem
autore/curatore: Massimo Giannini
fonte: La Repubblica
data di pubblicazione: 19/04/2010

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