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La riforma delle professioni parte senza le associazioni. L´incontro di giovedì 15 aprile, presso il ministero della Giustizia vedrà, infatti, presenti i 25 ordini professionali. E´ confermata la presenza degli ordini sanitari, che non avendo ancora ricevuto l´invito, avevano pensato di essere stati esclusi perchè sotto il controllo congiunto di due ministeri: Giustizia e Sanità. Invece sono ufficialmente invitati, ma riceveranno la lettera solo lunedì (con due ministeri coinvolti i passaggi burocratici raddoppiano). Amarezzae e delusione, invece, si registra in molte associazioni, che temono il prevalere di interessi corporativi con effetti sul mercato del lavoro in cui operano.

Tra gli scontenti c´è Arvedo Martinelli, presidente dell´Ancot (associazione nazionale dei consulenti tributaristi): “Siamo noi professioni non regolamentate - spiega - ad avere bisogno di regole. Più che di una riforma, temo che si tratti di una controriforma, che ostacolerà le liberalizzazioni e l´apertura del mercato”.

Meno preoccupato Roberto Falcone, presidente di un´altra associazione di tributaristi, la Lapet: “Il ministro ha detto che intende incontrare anche noi dopo gli ordini. Non trovo sbagliato mantenere separati i due discorsi, dato che le nostre necessità ed esigenze sono diverse da quelle delle categorie ordinistiche. Certo - afferma Falcone - se entro due mesi l´incontro con noi non sarà organizzato allora comincerò a preoccuparmi, perchè - spiega - il sistema ha bisogno di essere ordinato, e per poterlo fare è necessario avere un´idea chiara dell´intera platea coinvolta”.

Quanti sono i liberi professionisti senza albo non è chiaro: si parla di circa tre milioni di lavoratori ma un riscontro è praticamente impossibile. Esistono registri, in alcuni casi, ma non sono completi. Inoltre non tutti sono iscritti alla gestione separata Inps. Di certo c´è che sono una rappresentanza in continua crescita, che raccoglie anche molte delle attività nate negli ultimi anni. Un po' di numeri però si conoscono: per l´Int i tributaristi attivi sono 30 mila, ognuno con una media di 3,2 collaboratori dipendenti. L´Anaci dice che in Italia gli amministratori di condominio sono 350 mila (ma 240 mila amministrano un solo edificio). Le professioni non regolamentate sono circa 120 (contando tutti: dai sociologi ai maghi).

Per questo il Colap, l´organismo che coordina le libere associazioni, non riesce a capire come sia possibile riformare le professioni senza le associazioni. Inoltre “noi facciamo lavori legittimi, e non abusivi come ha affermato qualcuno - spiega Giuseppe Lupoi, presidente del Colap - paghiamo le tasse, eppure non possiamo svolgere all´estero la nostra attività perchè nel nostro Paese non siamo riconosciuti. E´avvilente”.

titolo: Associazioni deluse da Alfano
autore/curatore: Federica Micardi
fonte: Corriere della Sera
data di pubblicazione: 10/04/2010

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