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Il riconoscimento delle associazioni professionali: primo passo verso il sistema dualeIn un'epoca come la nostra, i meccanismi di crescita economica impongono la ricerca di strade diverse per assicurarsi orizzonti significativi di competitività in un contesto sempre più complesso che richiede alti livelli di conoscenza e flessibilità. E' per questo che le professioni (in particolare quelle nuove) rappresentano il vero motore dello sviluppo: discutere della loro regolazione vuol dire entrare nel vivo di nodi strategici come la qualità dei servizi alle imprese ed alle persone e la collocazione dell'Italia nei processi di competizione internazionale. Fra professionalità, qualità e competitività delle attività professionali esiste infatti un forte nesso causale. Solo migliorando le capacità dei singoli professionisti è possibile migliorare la qualità del servizio offerto la quale, a sua volta si traduce in una migliore competitività complessiva del sistema.

Processo di riforma e concorrenza: il sistema duale
A fronte di un sistema di regolamentazione rigido e statico che ha largamente sottratto gli Ordini alle regole della concorrenza, l'obiettivo prioritario di qualsiasi processo di riforma deve essere, dunque, quello di costruire un equilibrato sistema di regolamentazione duale, basato su attività professionali che debbono rimanere protette poiché ad esse corrisponde un interesse generale talmente significativo tale da giustificare una riserva di legge (Ordini), e su attività professionali che devono essere esercitate in aperta concorrenza poiché, nell'ambito di tale configurazione di mercato, la tutela dell'interesse generale viene raggiunta attraverso una tutela puntuale del consumatore/utente (Associazioni riconosciute). E, invece, nonostante le stesse esigenze messe in luce dagli stessi organismi UE circa la necessità di una forte liberalizzazione dei servizi professionali per aumentare la competitività dei Paese comunitari, quasi tutti i più recenti disegni di legge di riforma del sistema professionale italiano (in particolare quelli di origine governativa) hanno tentato di aumentare a dismisura le esclusive professionali (attraverso il concetto di attività tipica), invece di ridurle e sviluppare la possibilità di concorrenza tra tutti i professionisti, regolamentati o meno.

Un'iniezione per la competitività: la regolamentazione delle associazioni professionali
Dietro il paravento della ricerca di una riforma complessiva, le lobbies degli Ordini hanno declinato proposte mirate solo alla chiusura ed all'arrocco, nell'illusione di poter mantenere monopoli e rendite di posizione, rendendo invalicabili i confini del mercato nazionale. Si tratta di una vera e propria 'isteresi di sistema', quel fenomeno della fisica per cui i processi evolutivi di un qualsiasi sistema rimangono intrappolati dalle condizioni verificatesi nel passato. Non si riesce a fare il salto di paradigma e qualsiasi progetto di riforma legislativa innovativa come la regolamentazione delle associazioni professionali trova strenue resistenze nella riaffermazione di un passato cristallizzato.

Questa impostazione non può essere accettata dal COLAP per il quale la regolamentazione delle associazioni è necessaria per fornire servizi basati sulla conoscenza che siano all'avanguardia, attestare le competenze professionali, tutelare l'utente/cliente essendo, nel contempo, fortemente competitivi sul mercato in generale e con i professionisti degli altri Paesi UE. Tutte qualità che possiamo ritrovare nel sistema delle associazioni professionali, un sistema basato sul principio dell'accreditamento reale delle professionalità nei processi di mercato, aperto e dinamico ed attento alla tutela dell'utenza. Solo quando tale sistema sarà normato e reso riconoscibile dal cliente/utente sarà possibile pensare ad un processo di riordino complessivo delle professioni che tenda all'obiettivo finale di costruire un sistema di regolazione duale moderno ed equilibrato. Fino ad allora, non avremo la possibilità di verificare il funzionamento congiunto dei due segmenti del sistema duale stesso perché costretti dalla mancanza di regolazione delle associazioni professionali a paragonare un sistema ipernormato, monocratico, rigido e statico ad iscrizione obbligatoria (Ordini) con un sistema di mercato, pluricompetitivo, dinamico, concorrenziale, con iscrizione su base volontaria (Associazioni).

La necessità di fare presto e la soluzione: la Legge Finanziaria
E' per questo che, stanti le difficoltà di procedere velocemente ad una riforma complessiva delle professioni intellettuali, occorre allora riconoscere subito attraverso un veicolo rapido ed adeguato come la Legge Finanziaria le associazioni professionali ed i loro 3.000.000 di professionisti di riferimento. Essi rappresentano la chiave di volta per iniettare rapidamente forti elementi reali di concorrenza nei servizi professionali: gli unici che, nell'economia della conoscenza, possono restituire il più rapidamente possibile un vero, importante orizzonte competitivo di crescita e sviluppo al sistema economico del nostro Paese.

titolo: Il riconoscimento delle associazioni professionali: primo passo verso il sistema duale
autore/curatore: Angelo Deiana
argomento: Riforma delle professioni
fonte: CoLAP
data di pubblicazione: 03/10/2005
keywords: Angelo Deiana, colap, riforma delle professioni, riconoscimento delle associazioni, sistema duale, doppio binario

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