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Uno degli ammortizzatori sociali che durante la pandemia di coronavirus ha contribuito a sostenere il reddito delle famiglie è stato la cassa integrazione. Il meccanismo, però, prevedeva la possibilità di accesso soltanto per i lavoratori dipendenti pubblici o privati ed escludeva invece i lavoratori autonomi, i professionisti e le Partite Iva.

Per queste ultime categorie di lavoratori, infatti, erano stati previsti bonus da 600 o da 1.000 euro, indennizzi una tantum e sostegni che però non sono bastati per sostenere la crisi portata dal Covid-19.

Per questo motivo, il Parlamento ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio per il 2021, introducendo l’ammortizzatore sociale anche alle Partite Iva, agli autonomi e ai professionisti in possesso di determinati requisiti. La nuova cassa integrazione si chiama Iscro e garantisce un assegno mensile compreso tra 250 euro e 800 euro.

Cassa integrazione Iscro per autonomi, professionisti e Partite Iva

Ad annunciare il possibile arrivo di una nuova cassa integrazione per autonomi, professionisti e Partite Iva era stato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani. L’ammortizzatore sociale, comunque, potrebbe diventare strutturale ed essere sfruttato anche al di fuori della crisi pandemica di questi mesi.

L’idea, infatti, è quella di fornire un sostegno alle suddette categorie di lavoratori simile a quello fornito per i dipendenti. La nuova cassa integrazione si chiama Iscro e dovrebbe garantire un sostegno mensile compreso tra 250 e 800 euro al mese per un periodo massimo di 6 mesi.

Ma vediamo chi potrà richiederlo e quali requisiti occorre soddisfare.

Cassa integrazione Iscro per Partite Iva: i requisiti

L’emendamento approvato dal Parlamento porta la firma di Chiara Gribaudo (Pd) e prevede l’istituzione di una nuova cassa integrazione riservata ad autonomi, professionisti e Partite Iva iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Il nuovo beneficio, infatti, sarebbe simile - per certi versi - all’ammortizzatore sociale già presente per i dipendenti pubblici e privati, ma andrebbe a sostenere delle categorie lavorative che attualmente ne sono attualmente escluse.

Per poter accedere alla cassa integrazione Iscro - acronimo di Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, però, occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

- reddito complessivo dichiarato non superiore a 8.145 euro all’anno,
- iscrizione alla Gestione separata dell’Inps,
- perdita di fatturato pari ad almeno il 50% dei corrispettivi nel periodo di emergenza sanitaria rispetto ai 3 anni precedenti la richiesta del beneficio,
- apertura della Partita Iva da almeno 4 anni.

La nuova cassa integrazione garantirà ai beneficiari un indennizzo mensile di compreso tra i 250 e gli 800 euro e resterà valida per un periodo di 6 mesi. Per beneficiarne, infine, potrebbe essere introdotto un periodo di aggiornamento professionale. A effettuare le erogazioni sarà direttamente l’Inps.

Cassa integrazione Iscro: beneficiari ed esclusi

Saranno almeno 300 mila i professionisti, gli autonomi e le Partite Iva che potranno beneficiare della nuova cassa integrazione Iscro. Il nuovo ammortizzatore sociale, infatti, spetterà a comunicatori, pubblicitari, web manager, consulenti pubblicitari, traduttori e venditori porta a porta.

A rimanere esclusi saranno, invece, altrettanti lavoratori che non rispetteranno i requisiti richiesti per beneficiare della cassa: architetti avvocati, medici e giornalisti ad esempio, in quanto iscritti a una cassa di previdenza privata. Quest’ultima non sarà cumulabile, infine, con il Reddito di Cittadinanza e non concorrerà alla formazione del reddito.

Cassa integrazione Iscro: le criticità

Nonostante siano già stati delineati i possibili requisiti per accedere alla nuova cassa integrazione Iscro, non mancano le criticità legate principalmente al reperimento delle coperture della cassa e all’esclusione di diverse categorie professionali non iscritte alla Gestione separata dell’Inps.

In merito alle coperture, in particolare, il timore è quello che per finanziare l’ammortizzatore sociale si debba andare a prelevare denaro direttamente dalle tasche dei potenziali beneficiari del credito. Si teme, infatti, l’introduzione di un’aliquota aggiuntiva pari a 0,28%.

titolo: Iscro, cassa integrazione per Partite IVA
autore/curatore: Laura Pellegrini
fonte: Money
data di pubblicazione: 21/12/2020
tags: ISCRO, partite IVA, cassa integrazione, associazioni di categoria, professioni associative

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