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Lunedì 18 maggio ripartiranno una serie di attività ad oggi ferme. A tre giorni dalla probabile riapertura, mancano ancora le linee guida da parte del governo e di alcune regioni. In molti casi, inoltre, non c'è chiarezza e omogeneità nella selezione dei codici Ateco che potranno riprendere la loro professione. Con queste premesse, la ripartenza si prospetta piena di difficoltà e praticamente impossibile per il mondo professionale, già messo a dura prova dall'emergenza Coronavirus. Proprio per questo, il CoLAP ha deciso di prendere l'iniziativa e ha convocato una serie di tavoli di lavoro sfruttando la sua rete di competenze, per stilare un vademecum per la fine del lockdown con le regole da seguire per una ripartenza in sicurezza.

"A tre giorni dalla riapertura delle attività, molti professionisti non hanno delle regole da seguire". Il commento della presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci. "Avevamo bisogno di regole tempestive e di maggiore chiarezza." Da qui l'iniziativa di riunire i tavoli di lavoro per stilare le regole comportamentali. "Non possiamo aspettare i ritardi della politica." Continua la presidente Alessandrucci." Ci siamo messi in proprio e abbiamo stilato una serie di norme partendo proprio da chi ha la piena conoscenza delle difficoltà e delle esigenze del proprio mondo, ovvero i professionisti stessi che ne fanno parte. Lanciamo un appello alla politica e al governo affinché ascolti le nostre proposte. I problemi legati alla ripartenza, inoltre, si aggiungono a quelli presenti nel nuovo Decreto Rilancio."

La presidente Alessandrucci fa riferimento, in particolare, al limite del 33% del calo di reddito necessario per godere del bonus di 1.000 euro di maggio. "Una follia burocratica, il fatturato per molti crollerà fra mesi, perchè oggi fatturiamo attività magari di sei mesi fa e fra sei mesi non fattureremo nulla. I lavoratori autonomi non sono lavoratori subordinati, non possono essere trattati allo stesso modo." Problemi anche per quanto riguarda i nuovi finanziamenti a fondo perduto, i professionisti che avranno goduto dell'indennità di 600 euro di marzo, infatti, non potranno accedere ai contributi. "I 600 euro servivano per fare la spesa, mangiare, insomma sostenere le spese vive". L'allarme lanciato dalla presidente. "Mentre i finanziamenti a fondo perduto dovevano rappresentare uno strumento per ripartire. Con il divieto di cumularli, ancora una volta, il mondo professionale rischia di non avere tutti gli strumenti per ripartire, a fronte della peggiore crisi economica dell'ultimo secolo."

titolo: Associazioni professionali per la ripartenza
autore/curatore: Ufficio stampa
fonte: CoLAP
data di pubblicazione: 15/05/2020

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