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A prevedere il credito di imposta anche per i contribuenti forfettari è la Legge di Bilancio 2020 che prevede la spettanza del credito di imposta indipendentemente dal regime fiscale di determinazione del reddito di impresa. Recita infatti il c. 186 della Legge di Bilancio 2020 che “Possono accedere al credito d'imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito”.

Escluse solo le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuita' aziendale, altre procedure concorsuali, nonché le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Per i forfettari quindi una piacevole notizia che renderà ancora piu’ leggero il carico fiscale.

Ma non solo per i forfettari, anche per i professionisti al comma 194 è previsto che possono beneficiare del credito di imposta per gli investimenti aventi per oggetto beni diversi da quelli ad alto valore tecnologico (allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, e allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) riservati solo alle imprese.

Ma vediamo in sintesi:

Nel 2020 vanno in soffitta superammortamenti e iperammortamenti, e al loro posto la Legge di Bilancio prevede un credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, compresi quelli immateriali.

In pratica, al posto delle attuali deduzioni dall’imponibile nell’arco del periodo di ammortamento, si avra' un credito di imposta, da utilizzare in compensazione nel modello F24 a partire dall'anno successivo all'entrata in funzione del bene.

La misura del credito si ottiene applicando al costo dell’investimento percentuali differenziate a seconda della tipologia del bene.

Il credito d'imposta viene riconosciuto per gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, o entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione entro il 31 dicembre, ma in misura differenziata secondo la tipologia di beni oggetto dell'investimento, in particolare:

- per gli investimenti in beni ricompresi nell'all. A annesso alla legge di bilancio 2017 (beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”) è previsto un bonus pari a:
* 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
* 20% per la quota oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;

- per gli investimenti in beni strumentali diversi:
* 6% nel limite massimo di 2 milioni di euro;

- per gli investimenti in software compresi nell'allegato B alla legge di bilancio 2017:
* 15% del costo, nel limite massimo di 700.000 euro.

I professionisti potranno beneficiare pertanto del credito di imposta del 6% nel limite massimo di 2 milioni di euro sui beni diversi da quelli ad alto valore tecnologico, sia che siano in regime ordinario che forfettario, mentre le imprese potranno accedere a tutte le agevolazioni sempre prescindendo dal regime contabile adottato.

Ad esempio saranno agevolabili gli acquisti di beni strumentali nuovi quali: Computer, stampanti, scanner, fotocopiatrici, mobili e arredi, cellulari, telefoni. Sono esclusi gli automezzi e gli immobili.

L'agevolazione è pari al 6% del costo di acquisto compensabile nel modello F24.

titolo: Credito imposta beni strumentali anche per forfettari e professionisti
autore/curatore: Redazione
fonte: Fisco e Tasse
data di pubblicazione: 15/01/2020
tags: flat tax, beni strumentali, credito d'imposta

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