Home | Elenco iscritti | Elenco scuole | Aggiornamento | Supervisione | Eventi | Iscrizione | Esame di iscrizione | News | Rassegna stampa

Vai alla home page
Oggi è martedì 21 maggio 2019

   .: Iscrizione
   .: Esami
   .: Assicurazione
   .: Definizione di counseling
 
   .: Cerca un socio
   .: Informazioni utili
   .: Linee guida
   .: Sportello utente
 
   .: Elenco scuole
   .: Cerca un corso
   .: Promuovi un corso
   .: Formazione continua
 
   .: Chi siamo
   .: Cosa facciamo
   .: Gruppo dirigente
   .: Recapiti e contatti

Gli eventi di AssoCounseling


 
Sì, proprio una bolla ormai prossima all'esplosione. Un ciclo politico professionale che sta arrivando al suo capolinea. Un poco me ne intendo, ho già vissuto in prima persona, mutatis mutandis, quanto a loro sta accadendo. L'ho vissuto nei primi anni 2000. All'epoca MoPI e SIPAP, alleati da un decennio, detenevano posizioni importanti all'interno delle istituzioni della Comunità professionale. Poi tutto crollò, per divisioni interne, per errori di valutazione commessi da alcuni protagonisti tra i quali il sottoscritto, per l'emergere di forze nuove e giovani che la neonata associazione Altrapsicologia seppe organizzare.

Ma la storia si sa, non si ripete mai ma sempre finisce per trovarsi a ripercorrere schemi già noti.

Come in un prevedibile copione le spaccature nel gruppo di Altrapsicologia, con conseguenti defezioni, cominciano a manifestarsi a partire da uno dei tre "feudi" (tutti aderenti al "regno" ENPAP dal trono del quale si danno le carte) da tale associazione amministrati, il Piemonte. Questione grigia quella del Piemonte, in fondo nulla di che, ma liti in famiglia. Liti originate e se non originate alimentate dal fatto che taluni non ritenessero opportuno che il Presidente dell'Ordine stesso si candidasse ad un pubblico concorso per dirigente psicologo. Scrissi a suo tempo che non erano certo affari miei ma anche a mio avviso tale scelta appariva inopportuna.

C'è stata poi la questione dei compensi. In controtendenza rispetto al comune sentire in questo periodo storico, i colleghi impegnati ai vertici delle nostre istituzioni ordinistiche e previdenziali decidevano di concedersi lauti aumenti delle loro personali indennità. Tanto da prefigurare il fatto, statistiche alla mano, che una delle carriere più remunerative per uno psicologo sia quella di amministrare beni e politiche di altri psicologi. Certo, Altrapsicologia è forte e ha tenuto a bada i mugugni. Ma i mugugni ci sono stati.

Poi ci sono le questioni più politiche. Altrapsicologia si è fatta votare centrando le proprie campagne elettorali su tre obiettivi tattici e senza nessuna visione strategica (ancora oggi nessuno è in grado di comprendere quale sia la vision della professione che tale associazione persegue).

Questi i tre obiettivi che hanno consentito ad Altrapsicologia di ottenere voti e consensi:

1) Lotta senza quartiere al counseling (considerato semplicemente come abuso della professione)
2) Buona amministrazione dell'ENPAP (dopo le rovinose vicende dell'amministrazione Arcicasa)
3) Non obbligatorietà dell'aggiornamento permanente ECM per i liberi professionisti

Ai tre obiettivi generali si aggiunga la denigrazione sistematica ed aggressiva dei propri avversari. Sia chiaro, di questo ultimo fatto non mi dolgo personalmente, pure essendo con chiarezza avversario di Altrapsicologia sono, almeno dal suo gruppo dirigente, sostanzialmente rispettato. Ma è logico, io non detengo alcun potere istituzionale e dunque sono innocuo. La denigrazione e la aggressività ho avuto più volte modo di rilevarla, da osservatore esterno, ai danni del CNOP e dell'AUPI, entità a me non simpatiche ma delle quali, per semplice spirito di appartenenza ad una stessa comunità professionale, mi sono sentito talvolta in dovere di assumere posizioni protettive. Insomma Altrapsicologia ha teso a radicalizzare il dibattito. Posizione legittima, ma quando il dibattito si radicalizza le posizioni possono rapidamente ribaltarsi. Voto in condotta 0.

Ma veniamo ai nodi.

Dei tre obiettivi Altrapsicologia ne ha, a mio modo di vedere, centrato uno: La buona amministrazione dell'ENPAP che senza particolari problemi le riconosco. Certo, la gestione dell'ente è un poco arrogante e non particolarmente centrata sulle esigenze dei "frati poveri", i pensionati, ma va dato atto che rispetto allo scandalo di via della stamperia non vi sono paragoni. Il voto non può essere massimo ma devo convenire sul fatto che da 1 a 10 in questo campo Altrapsicologia un 8 se lo merita tutto.

Disastrosa invece la gestione della questione counseling. Dopo avere blaterato in lungo e in largo che il counseling se esercitato da non psicologi è semplicemente abuso di professione, Altrapsicologia ha dovuto incassare un parere diverso del Consiglio di Stato e il reinserimento di Assocounseling nell'elenco Mise. Non solo, nei tre anni che sono intercorsi tra la sentenza del TAR Lazio, che pareva dare ragione alle sue tesi e la sentenza del Consiglio di Stato che le ha affossate Altrapsicologia, negli Ordini professionali da tale associazione gestiti non è neppure riuscita ad impostare procedimenti disciplinari eclatanti nei confronti delle scuole di psicoterapia che formano counselor (la maggior parte delle quali ubicate nel Lazio). Voto 0.

Non meno triste la gestione della questione ECM. Contro ogni evidenza ed ogni pronunciamento (del CNOP, dell'Agenas, del Ministero della Salute) Altrapsicologia continua a sostenere che l'ECM non sia obbligatorio per i liberi professionisti. Sciocchezze, a maggior ragione tenendo conto del fatto che la professione di psicologo è da inizio anno professione sanitaria a tutti gli effetti. Vabbè, tenendo conto del fatto che in effetti sarebbe meglio, ma la legge non dice questo, che gli psicologi avessero un proprio autonomo canale di aggiornamento voto 4.

La media del mio voto calcolata sui quattro assi è dunque 3. Decisamente insufficiente. Ma chi sono io per giudicare? Nessuno, assolutamente nessuno. Questo è un gioco oltre che una riflessione. Ognuno dia i voti che crede e faccia la sua media.

Chiudo con un pensiero. A mio modo di vedere la "bolla" Altrapsicologia esploderà a breve. Sarà così perchè tale associazione al di là di inseguire gli umori dell'elettorato non ha vision. Ad oggi continuano a confrontarsi nel mondo della psicologia professionale due diverse strategie: La prima, quella dell'AUPI (che in qualche modo continua ad esercitare la sua influenza sul CNOP) che vede uno sviluppo verticale e specialistico della psicologia (professione sanitaria, numeri chiusi nelle università, accesso programmato alle specializzazioni, intervento prevalente in ambito pubblico etc...). La seconda quella del MoPI che vede uno sviluppo orizzontale della professione (professione di confine, aperta alle ibridazioni, centrata sul benessere più che sulla sanità, deputata a formare e a stimolare la nascita di nuove professioni di ambito psicologico, prevalentemente centrata sulla libera professione etc...).

Altrapsicologia è la grande assente da questo dibattito, predica innovazione e imprenditorialità ed i suoi dirigenti corrono a farsi assumere nel pubblico, parla di deontologia e sull'aggiornamento permanente chiude un occhio sul fatto che i colleghi libero professionisti non si aggiornino, tuona contro i counselor ma non agisce disciplinarmente nei confronti di chi li forma (ne abbiamo pubblicato un elenco aggiornatissimo ma Altrapsicologia si guarda bene dall'utilizzarlo), predica integrità e, a spese della comunità rimpingua i compensi dei propri dirigenti.

Ecco, ritengo che quando si viaggia cavalcando gli umori, per dirla con le parole di un noto uomo politico del momento che per nulla apprezzo ma al quale di tanto in tanto riconosco efficacia nell'eloquio, "la pacchia non può durare".

titolo: La bolla di AltraPsicologia
autore/curatore: Rolando Ciofi
argomento: Politica professionale
fonte: Mo.P.I.
data di pubblicazione: 12/04/2019
keywords: AltraPsicologia, MoPI, Rolando CIofi

Home | Privacy | Note legali | Sportello utente | Contatti | Partnership | RSS

© 2009-2019 AssoCounseling. Codice fiscale 97532290158. Tutti i diritti riservati.