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Gli eventi di AssoCounseling


 
In questi mesi ho partecipato a numerose assemblee di piccoli imprenditori e artigiani che vogliono continuare a tenere aperte le aziende. Nei cinema parrocchiali di Jerago, nei capannoni industriali di Busto Arsizio, nei teatri comunali di Besnate, in una ex cascina di Moretta a cavallo tra le province di Torino e Cuneo e poi a Varese, nelle associazioni industriali del Nord est, nei distretti del made in Italy.

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Non va meglio ai professionisti senza Ordini. Informatici, consulenti, pubblicitari, ricercatori designer. Un popolo di 300 mila persone che nei paesi anglosassoni vengono indicati come «knowledge workers», lavoratori della conoscenza e che hanno Milano come loro quartier generale e per almeno un terzo sono donne. Se vanta una buona rete di relazioni e tante amicizie - il passaparola è decisivo, come per gli idraulici - un consulente riesce a lavorare 180 giorni l’anno, ma la media è molto più bassa tra i 100 e i 120. Le aziende pagano con mesi di ritardo e qualche volta fanno addirittura flanella, così in qualche settore - le traduzioni - gira addirittura una black list delle compagnie morose dalle quali l’Invisibile farà bene tenersi alla larga. Chi, come loro, vive totalmente di buona reputazione e non ha rendite di posizione, non può permettersi di rimanere indietro rispetto alle tendenze di mercato, quindi deve aggiornarsi totalmente a sue spese investendo a sua volta in formazione e stage. Ma i problemi più gravi si manifestano con il welfare, o forse è più giusto dire con il no-welfare.

I professionisti versano per la pensione alla gestione separata dell’Inps il 26% dei loro introiti e si vedono restituito molto meno. Esiste una casistica da choc segnalata dalle associazioni come Acta: lavoratori con 30 anni di contributi hanno calcolato il loro prossimo assegno mensile e hanno saputo che «godranno» di una pensione mensile tra i 500 e i 650 euro. Relativamente più tutelata è la maternità: alla neo-mamma vengono riconosciuti cinque mesi di paga ma deve tagliare di netto tutti i rapporti e le consulenze aperte. E così quando vorrà rientrare in gioco dovrà comunque ripartire da zero.

titolo: Ecco i piccoli senza Welfare
autore/curatore: Dario Vico
fonte: Corriere della Sera
data di pubblicazione: 10/11/2009

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