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La direttiva qualifiche non si tocca. È dura la reazione delle libere associazioni alle parole di Maria Grazia Siliquini (Pdl), relatrice alla Camera della riforma delle professioni, che l'altro ieri, al congresso dei notai in corso a Venezia ha sposato la linea degli ordini di rivedere il dlgs n. 206/07 nella parte in cui stabilisce il riconoscimento delle associazioni. «È una negazione delle proposte di legge che la stessa Siliquini aveva portato avanti», ha detto il coordinatore del Colap, Giuseppe Lupoi, «non capisco il motivo delle sue affermazioni, se non per ricevere gli applausi della platea. Anche perché, per come si sono messe le cose, non ritengo ci sia contrasto tra mondo ordinistico e associativo. La violenta campagna che gli ordini stanno portando avanti per riformare il decreto di recepimento della direttiva qualifiche non ha motivo di esistere». «Riguardo invece all´iter al Cnel dei criteri per il riconoscimento», ha proseguito Lupoi, «gli esponenti degli ordini stanno cercando in tutti i modi di rallentarlo, chiedendo ulteriori documentazioni agli associati. Ho informato di questo il ministero della giustizia, che ha ribadito che non hanno la possibilità di fare queste richieste. Speriamo che martedì prossimo la situazioni si sblocchi, altrimenti scriveremo a chi di dovere».

Anche secondo Assoprofessioni la direttiva qualifiche non va rivista. «Il decreto di recepimento», ha detto il coordinatore Giorgio Berloffa, «fissa dei punti qualificanti per ottenere il riconoscimento. Non possiamo trovarci d´accordo su una sua revisione. A nostro parere, come evidenziato nella proposta di legge che abbiamo redatto con la Cna, vanno riconosciute prima le professioni, poi a ricadere le associazioni. Un punto sul quale anche gli ordini sono d´accordo. Per quanto riguarda la Siliquini, dovrà decidere se seguire gli ordini o le associazioni. Con lo sdoppiamento dei percorsi, infatti, è molto probabile che avremo come relatrice Monica Faenzi e andremo alle Attività produttive». «Per quanto riguarda il Cnel», ha spiegato Berloffa, «vogliamo che il percorso per il riconoscimento sia rigoroso, dal quale emergano solamente le asociazioni serie, degne di essere iscritte nell´elenco. Devono cioè rappresentare una professione reale ed essere realmente rappresentative sul territorio nazionale. Non sposo quindi la linea che sta portando avanti la maggioranza dei consigliere della seconda commissione Lavoro».

Ricordiamo che la promessa fatta dalla Siliquini alla platea dei notai è frutto delle richieste del comitato unitario delle professioni guidato da Marina Calderone. Che solo qualche giorno fa, in audizione alla camera, ai membri delle commissioni giustizia e attività produttive, ha ribadito la necessità di una legge che faccia chiarezza sulle professioni e che si occupi, in prima istanza, solo degli ordini e che rimetta mano al dlgs 206/07. Richiesta recepita dalla Siliquini che durante il suo intervento a Venezia non ha usato mezzi termini nell´annunciare che la proposta di legge che uscirà dalle audizioni cancellerà, in modo inequivocabile, il riconoscimento delle associazioni.

titolo: Riconoscimento, è guerra
autore/curatore: Gabriele ventura
fonte: Italia Oggi
data di pubblicazione: 24/10/2009

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