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Gli eventi di AssoCounseling


 
Scandalo nel mondo della psicologia: la sanità siciliana vara un bando per impiegare dei counselorLa notizia è di quelle toste! Durante questa strana estate non è bastato il tempo impazzito a creare sbalzi d’umore ai poveri psicologi, ci si è messa pure l’Azienda Sanitaria di Siracusa, che il 22 luglio 2014, con la delibera n° 6, ha diramato un avviso di selezione pubblica per titoli per il conferimento di incarichi ad alcune figure professionali, tra cui un counselor.

Il bando è relativo al progetto “Strategie per implementare l’accesso al test per la ricerca degli anticorpi anti HIV nell’Azienda Provinciale di Siracusa”, anche in riferimento al PNS 2011/2013 per quanto attiene alla prevenzione dell’AIDS.

Apriti cielo!

AltraPsicologia, con il solito garbo stilistico che la contraddistingue, ha subito lanciato in rete un anatema contro il neo Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi (CNOP) Fulvio Giardina, reo di essere, nell’ordine: a) Presidente del CNOP; b) Presidente dell’Ordine della Sicilia; c) Dirigente psicologo proprio presso l’Azienda Sanitaria incriminata.

Si sa che tra la maggioranza che ha sostenuto Giardina (AUPI ovvero il sindacato degli psicologi) e AltraPsicologia non corre buon sangue, e che dunque ogni occasione è buona per fare polemica. Tuttavia l’occasione è utile per fare un po’ di chiarezza sull’unico argomento che a noi interessa, ovvero il counseling.

Prima però, giustamente, vi chiederete di quale articolo stiamo parlando…

Eccolo: http://altrapsicologia.com/psicologi-invece-di-counselor/2014/09/ ovvero “Counsellor nelle ASL? Puoi dire il tuo NO: ATTIVIAMOCI!”.

Si tratta di una vera e propria chiamata alle armi.

Tutto l’articolo mira a sostenere che i counselor rubano il lavoro agli psicologi. Ma mica in senso figurato… questa volta – dicono loro – lo rubano per davvero! E naturalmente, come sempre capita quando si è a corto di argomenti, così come un vecchio cantante in disgrazia ripropone i suoi cavalli di battaglia, così quelli di AltraPsicologia ritirano fuori la tutela della salute pubblica e i drammi quotidiani dei poveri cittadini che cadono inconsapevoli tra le grinfie dei mefistofelici counselor.

Ma partiamo.

Prima regola: incitare le truppe per caricarle e galvanizzarle. Dopo aver buttato là, quasi distrattamente, quell’“assumere counselor invece che psicologi” (cosa falsa perché il bando prevede un famigerato e precarissimo CO.CO.CO. e non un’assunzione), cosa che farebbe ribollire il sangue anche al meno sindacalizzato degli psicologi, ecco l’immancabile incitazione ad un mail bombing verso il CNOP e il suo Presidente:

“Invia anche tu una e mail al Consiglio Nazionale per chiedere VERA TUTELA!”.

Il mail bombing è un’idea veramente geniale: non serve a un tubo, non costa nulla, ma ti fa sentire parte della rivoluzione, ti convince che anche tu, con una eMail, puoi contribuire alla causa e aiuta i generali a far serrare i ranghi alle truppe.

Seconda regola: accomodare un po’ alla meglio l’utilizzo di certi termini per perorare la propria causa:

“Si tratta di una selezione pubblica per un progetto sulla prevenzione dell’HIV. Tra le figure ricercate, tutte ben regolamentate dalla Legge e con laurea attinente (medico, infermiere, interprete) spunta un ‘counselor’, da compensare con ben 12 mila euro!”.

Falso anche qui: quella di interprete non è una figura regolamentata. Non a caso non esiste l’Ordine degli interpreti e dei traduttori... né tanto meno una Legge di ordinamento. Esattamente come il counseling. Esiste invece l’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (ad esempio) che, come AssoCounseling (guarda caso), è inserita negli elenchi tenuti dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi dell’art. 4 della Legge 4/2013.

Poi AltraPsicologia, commentando sarcasticamente i requisiti richiesti dal bando, commette un altro grossolano errore:

“Diploma conseguito a seguito di un non meglio specificato corso triennale (privato, visto che non ne esistono di pubblici)”.

Spero di non cagionare un infarto a nessuno, ma in Italia esiste un diploma triennale di counseling rilasciato da una Università e che dunque, tale titolo, solo per il fatto di essere rilasciato da un’Università, è un titolo “pubblico” a tutti gli effetti, senza considerare i corsi biennali accreditati da varie regioni d’Italia (Lombardia, Campania, etc.), anch’essi titoli pubblici a tutti gli effetti.

Ma d’altra parte sono loro ad aver sempre sostenuto la bontà del valore legale dei titoli di studio in Italia. Quindi, chi di titolo di studio avente valore legale colpisce, di titolo di studio avente valore legale perisce!

Terza regola: ripeti una bugia cento volte ed essa si trasformerà in verità. Ed ecco che arriviamo al mantra del riconoscimento:

“Si tratta di assumere una figura priva di riconoscimento in Italia, per svolgere una funzione delicatissima, a stretto contatto con persone sofferenti, che ben potrebbe essere svolta da uno psicologo con tutte le abilitazioni al posto giusto”.

Che dire? Ancora una volta tocca rispiegare la lezione a chi era assente. Regolamentazione, riconoscimento, certificazione, attestazione, qualificazione: tutte parole che, per quelli di AltraPsicologia, sono intercambiabili, evidentemente.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza. In Italia possiamo tentare di distinguere i professionisti in almeno 3 categorie:

- professionisti ordinisti, per i quali lo Stato non solo certifica le competenze, ma precisa anche i requisiti necessari che il lavoratore deve possedere per svolgere la professione, attraverso la regolazione per legge della procedura di accesso alla professione con esame di Stato e iscrizione all’Ordine, a cui sono riconducibili principalmente le cosiddette “professioni tradizionali” (avvocati, notai, ingegneri, medici, etc.); - professionisti regolamentati, per i quali non è prevista la costituzione di un Ordine, ma solo l’istituzione di albi o elenchi o ancora ruoli ai quali si accede attraverso un esame e che comprendono, ad esempio: agenti di commercio e di assicurazione, intermediari immobiliari, periti assicurativi, etc.; - professionisti non regolamentati, area che comprende tutte le professioni per cui lo Stato non esercita alcuna funzione di regolamentazione, sia per quanto riguarda l’accesso al mercato che per quanto riguarda l’esercizio dell’attività.

Quest’ultima categoria è estremamente eterogenea: si va dai counselor ai mediatori familiari, passando per i bibliotecari, gli enologi, i webmaster, i traduttori, gli interpreti, i tributaristi, etc.

A seguito dell’approvazione della Legge 14 gennaio 2013, n°4 (“Disposizioni in materia di professioni non organizzate”), questi professionisti hanno la possibilità di acquisire un nuovo status, potendo ottenere da un’associazione di categoria un attestato di qualità e di qualificazione dei servizi rilasciato ai sensi dell’art. 4 della su citata norma.

Le associazioni di categoria, a loro volta, possono richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) di essere “censite” e dunque di entrare a far parte di un elenco gestito dal Ministero medesimo.

La Legge 4/2013 esclude pacificamente tutte quelle attività “riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali”.

Ora, come è noto, AssoCounseling è stata la prima associazione italiana di counseling ad essere stata censita dal Ministero dello Sviluppo Economico (cfr. http://www.assocounseling.it/approfondimenti/articolo.asp?cod=1022&cat=NEWS). Prima di tale inserimento, il Ministero dello Sviluppo Economico aveva chiesto un parere al Ministero della Salute, proprio in relazione alla possibile sovrapposizione dei counselor con gli psicologi. Il Ministero della Salute risponde che non si ravvisano sovrapposizioni, peraltro richiamando un parere del Consiglio Superiore di Sanità del 2011.

Quindi, per piacere, basta additare i counselor come figure prive di riconoscimento, soprattutto se non siete in grado di declinare correttamente il termine “riconoscimento” visto che, tecnicamente, non significa un tubo!

Noi non abbiamo bisogno di investiture cavalleresche che dicano che esistiamo: quando si vara un bando pubblico per counselor, noi esistiamo. Quando l’assicurazione ci copre dai rischi professionali derivanti dall’esercizio della professione di counselor, noi esistiamo. Quando il Ministero della Salute e il Consiglio Superiore di Sanità dicono che il nostro lavoro è diverso da quello dello psicologo, noi esistiamo. Quando il Ministero dello Sviluppo Economico censisce le nostre associazioni di categoria, noi esistiamo. Quando i Provveditorati agli studi impiegano i counselor per la prevenzione dell’abbandono scolastico, noi esistiamo. Quando i Tribunali assolvono in via definitiva i counselor dall’accusa di esercizio abusivo della professione di psicologo, noi esistiamo.

Ma veramente ancora nel 2014 credete che la tutela per gli psicologi sia boicottare i counselor?

Eh sì, è proprio uno scandalo!

titolo: Scandalo nel mondo della psicologia: la sanità siciliana vara un bando per impiegare dei counselor
autore/curatore: Tommaso Valleri
argomento: Politica professionale
fonte: AssoCounseling
data di pubblicazione: 25/09/2014
keywords: siracusa, asp, concorso, counselor, altrapsicologia, assocounseling, legge 4

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