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Il riconoscimento della professione di Counseling secondo il governo degli Stati Uniti d’AmericaL’Italia è il primo paese europeo ad approvare una legge in cui il counseling – in quanto professione non regolamentata – viene disciplinata dallo Stato (Legge 14 gennaio 2013, n. 4). Questo risultato è un importante passo verso la professione di counseling in Europa e nel mondo.

Forse le esperienze dei counselor americani, divenuti tali dopo l’approvazione delle leggi che hanno riconosciuto i counselor come legittimi professionisti negli Stati Uniti, possono aiutare i counselor italiani ad anticipare il futuro e a prepararsi al lavoro che seguirà l’ottenimento del riconoscimento legislativo della professione.

Molte parole usate negli Stati Uniti riguardanti il riconoscimento di una professione da parte del governo possono avere significati diversi da quelli italiani. Per questo motivo, di seguito si dà la definizione delle parole abilitazione e certificazione così come sono usate in quest’articolo.

Abilitazione. Negli Stati Uniti alle figure professionali deve essere rilasciata una cosiddetta license (che equivale all’abilitazione professionale italiana per le professioni regolamentate) dal governo dello stato che li autorizza a praticare la loro professione. Prima che la licenza venga rilasciata, il professionista deve dimostrare di essere in possesso del grado di istruzione minimo richiesto e deve dimostrare le conoscenze richieste dalla professione (di solito attraverso il superamento di un esame e il completamento di un tirocinio seguito da un supervisore). Generalmente, i counselor di uno stato cui non viene rilasciata l’abilitazione dal governo dello stato stesso, non possono praticare la professione in quel determinato stato (questo fatto è conseguente al sistema federale degli Stati Uniti, in cui ogni stato possiede il proprio sistema legislativo. Di conseguenza, le abilitazioni professionali sono riconosciute solo a livello del singolo stato. Per ottenere per esempio l’abilitazione professionale nello stato della Virginia, bisognerà seguire l’iter descritto sopra e una volta ottenuta l’abilitazione, questa sarà valida solo in Virginia e non per esempio in Florida).

Certificazione. Negli Stati Uniti i programmi di preparazione o formazione per i counselor sono allocati nelle università. Diversamente dall’Italia dove i counselor sono formati da scuole private, che solitamente richiedono un percorso di tre anni, negli Stati Uniti per diventare un counselor con abilitazione, si deve possedere un diploma universitario di quattro anni in qualsiasi campo e facoltà universitaria e poi una laurea specialistica di due anni in counseling. Per dimostrare la loro legalità, ogni università è autorizzata da agenzie riconosciute dal governo che ne rilasciano un certificato. Anche i programmi universitari in counseling possono richiedere e ricevere la certificazione dal Council on Accreditation of Counseling and Related Educational Programs (CACREP, www.cacrep.org). Sebbene il laurearsi da un programma universitario di counseling accreditato dal CACREP non sia un requisito necessario per ottenere l’abilitazione di counselor negli Stati Uniti, l’essersi laureati da un programma accreditato dal CACREP, è spesso, però, una prova che la persona facente domanda di abilitazione sia in possesso dei requisiti adatti per poter esser abilitata. Esso, infatti, è prova dell’alto livello universitario acquisito in counseling.

Negli Stati Uniti, enti politici controllano l’esercizio delle professioni. Per esempio, se un medico con la licenza di esercitare la propria professione nello stato di New York si trasferisce nello stato del Michigan, il medico dovrà ottenere la licenza in Michigan prima di poter esercitare la propria professione in quello stato.

Per quanto riguarda la professione di counselor, le leggi per l’ottenimento dell’abilitazione dovettero passare in tutti i cinquanta stati e nel distretto di Columbia (ovvero la città di Washington D.C.) così che il riconoscimento legislativo potesse venire approvato dal governo degli Stati Uniti. La prima legge che riconobbe il counseling come professione e che di conseguenza abilitava i counselor, fu varata in Virginia nel 1976. Trentatré anni dopo, nel 2009, l’ultimo stato, la California, ha varato una legge che riconosce la professione di counseling e abilita i counselor all’esercizio della professione. Ora, nel 2013, il counseling è riconosciuto come professione in tutti i cinquanta stati oltre al distretto di Columbia. I counselor in possesso dei requisiti previsti per legge possono ora richiedere la licenza abilitante in tutti e cinquanta gli stati e, se la licenza viene approvata, possono poi praticare la professione in quei determinati stati.

Sono passati trentasette anni da che la prima legge che abilitava la professione di counselor fu varata nello stato della Virginia negli Stati Uniti. I counselor americani hanno, però, scoperto che ottenere il riconoscimento del counseling come professione dal governo è solo uno dei difficili passi necessari per stabilire il counseling come una professione legittima negli Stati Uniti. I counselor americani capiscono ora che l’essere riconosciuti legittimamente dal governo non è abbastanza. Oltre al riconoscimento ufficiale da parte del governo, i counselor devono essere visti dai cittadini degli Stati Uniti come dei professionisti della salute mentale, appropriatamente preparati e competenti, e i counselor, allo stesso tempo, devono essere capaci di trovare lavori remunerati come counselor. Per essere veramente accettati dalla società i counselor devono essere visti come un equivalente (o superiore) di altri gruppi professionali dei servizi alla persona e della salute mentale tra cui gli psicologi e gli assistenti sociali.

Fin da quando hanno ottenuto il riconoscimento da parte del governo degli Stati Uniti, i counselor hanno dovuto lavorare duramente per sostenere il counseling e per mostrarlo come una professione degna di credibilità. Questo difficile lavoro è portato avanti negli Stati Uniti da associazioni professionali che lavorano a livello nazionale, statale e locale. La American Counseling Association (ACA, www.counseling.org) è l’associazione nazionale più importante che rappresenta i counselor negli Stati Uniti. La American Counseling Association ha organizzazioni di counseling statali in tutti i cinquanta stati e nel distretto di Columbia. Inoltre, a livello locale e cittadino ci sono altre numerose associazioni che operano localmente e che rispondono direttamente alla American Counseling Association. Naturalmente, oltre all’American Counseling Association, ci sono numerose altre associazioni nazionali e statali di counseling che rappresentano campi specialistici del counseling (il counseling clinico, il counseling scolastico, il counseling riabilitativo, il counseling orientato al lavoro etc.).

Con la lista sottostante si vogliono mostrare alcune delle difficoltà che i counselor americani hanno dovuto e continuano ad affrontare tutt’oggi. Questo potrebbe essere un valido aiuto per i counselor italiani che potranno così trarre beneficio dalle passate esperienze dei counselor negli Stati Uniti e potranno così lavorare proattivamente, basandosi su ciò che potrebbe accadere dopo il riconoscimento della professione da parte del governo italiano. Questo anche perché i counselor italiani stanno preparando le basi per il loro lavoro futuro che saranno necessarie per affermare il counseling come una professione di successo nel proprio paese.

I problemi professionali che al momento sono rilevanti per i counselor americani includono i seguenti:

- Definire standard appropriati e ragionevoli per la preparazione e la certificazione dei counselor
- Regolamentare le attività dei counselor a cui è stata conferita l’abilitazione professionale
- Educare il pubblico riguardo alle abilità e alle competenze dei counselor
- Rispondere alle difficoltà legislative e politiche sollevate dall’ordine degli psicologi, degli assistenti sociali e da altri gruppi professionali
- Creare categorie lavorative per i counselor

Ognuno di questi problemi sarà discusso di seguito. Saranno riassunte le esperienze dei counselor negli Stati Uniti e i possibili rischi e scenari futuri cui potrebbero andare incontro i counselor italiani.

Definire standard appropriati e ragionevoli per la preparazione e la certificazione dei counselors
Negli Stati Uniti, i counselor capirono che standardizzare la preparazione dei counselor era essenziale. La certificazione CACREP fu stabilita per determinare le importanti aree che le persone dovevano studiare e le conoscenze e le abilità che gli studenti in counseling dovevano dimostrare di possedere per essere in futuro counselor competenti ed efficaci. Negli Stati Uniti, oggi, un counselor che si è laureato da un programma di laurea specialistico accreditato dal CACREP, ha di conseguenza, la preparazione scolastica necessaria per essere un counselor competente, senza riguardo per dove il counselor abbia ottenuto la prima laurea. Al momento, negli Stati Uniti, è in atto un’importante pressione da parte del pubblico che cerca di spingere tutti i programmi di preparazione al counseling a ottenere la certificazione CACREP.

I counselor italiani hanno stabilito gli standard minimi necessari per essere considerati adeguatamente preparati a esercitare il counseling. Gli standard che sono stati adottati in Italia sono gli stessi che sono stati discussi dall’Unione Europea per quanto riguarda la preparazione dei counselor. Se i counselor italiani riuscissero a raggiungere un consenso generale riguardo alla necessaria preparazione scolastica dei counselor e se le scuole private di counseling in Italia certificassero i loro programmi di preparazione, l’Italia farà importanti passi avanti verso la standardizzazione della preparazione dei counselor.

Ogni stato degli Stati Uniti, compreso il distretto di Columbia, dopo aver approvato uno statuto che riconosceva il counseling come una professione, sviluppò i requisiti minimi che un candidato doveva avere per ottenere l’abilitazione necessaria per esercitare la professione di counselor in quello stato. Gli standard statali richiesti per ottenere l’abilitazione professionale si avvicinano molto a quelli del CACREP per la preparazione dei counselor, sebbene non siano esattamente gli stessi in molti casi. Fortunatamente, gli italiani non accreditano figure professionali per l’esercizio dell’attività in ogni stato (o regione) come viene fatto negli Stati Uniti. Oggi, negli Stati Uniti, sono in atto continue negoziazioni da parte delle associazioni di counseling che mirano a standardizzare i requisiti per l’abilitazione dei counselor a livello nazionale, ma non è facile perché gli stati hanno il potere legale di stabilire ognuno i propri standard (questo non avviene per professioni come quelle del medico, dell’infermiere o del farmacista i cui requisiti per ottenere l’abilitazione professionale sono gli stessi in tutti e cinquanta gli stati ed è quindi più semplice ottenere le varie abilitazioni statali). Siccome il governo italiano autorizzerà l’abilitazione dei counselor a livello nazionale, gli italiani riusciranno a evitare un consistente problema che i counselor americani devono affrontare quando si trasferiscono da uno stato all’altro. In ogni nuovo stato in cui si trasferiscono (oppure se vogliono poter esercitare la professione in diversi stati), i counselor devono fare domanda per un’ulteriore abilitazione professionale di counselor e soddisfare gli standard che quello stato ha stabilito per poter ottenere l’abilitazione.

La sfida per i counselor italiani, ora che il governo ha riconosciuto il counseling come professione, è quella di far sì che le agenzie preposte dal governo italiano per l’abilitazione dei counselor, adottino tutte gli stessi standard di abilitazione professionale, così che i counselor di tutta Italia abbiano le stesse abilità minime e la stessa preparazione scolastica necessaria per l’esercizio del counseling in modo efficace.

Regolamentare le attività dei counselor a cui è stata conferita l’abilitazione professionale
Dopo che gli stati degli Stati Uniti approvarono la legge che riconosceva il counseling come una professione e autorizzarono le abilitazioni per i counselor, la sfida successiva fu quella di adottare delle regole per l’esercizio dell’attività, che assicurassero un’etica pratica della professione a favore dei clienti. Le commissioni che abilitano i counselor devono anche avere l’autorità di revocare l’abilitazione o di intraprendere azioni disciplinari, se il counselor non sta praticando in maniera etica e legale la professione. I cittadini devono poter usufruire di una procedura per esprimere le loro lamentele contro i counselor; alla lamentela seguirà un’ispezione e la commissione di abilitazione dovrà poi valutare le lamentele contro i counselor. Le commissioni preposte a tutto ciò hanno una duplice valenza: rassicurano il cittadino che riconoscerà l’importanza di essere protetto da possibili counselor pericolosi e allo stesso tempo si assicura che i counselor cui sono state sottoposte delle accuse vengano trattati in modo giusto. Ogni professione riconosciuta ufficialmente dal governo deve affrontare lo stesso bisogno, quello di regolamentare le figure professionali a cui rilascia un’abilitazione.

Così come fecero i counselor americani, i counselor italiani possono adottare codici etici e regolamenti professionali simili a quelli usati dalle commissioni italiane che abilitano medici o psicologi. I counselor italiani possono definire le proprie leggi e procedure seguendo quelle professioni che esistono in Italia da tanti anni.

Educare il pubblico riguardo alle abilità e alle competenze dei counselor
Il counseling è una professione relativamente nuova negli Stati Uniti, specialmente se comparata a professioni quali il medico e l’avvocato; per questo motivo, la maggior parte dei cittadini non sa cosa fa un counselor, qual è la sua preparazione, quali tipi di servizi offre al pubblico, o cosa costituisce legalmente ed eticamente l’esercizio della professione di counselor. Molti cittadini americani hanno grande difficoltà a capire la differenza tra un counselor e altre figure professionali che si occupano della salute mentale, come gli psicologi o gli assistenti sociali. Negli Stati Uniti, i problemi relativi alla comprensione della professione di counselor vengono denominati come problemi riguardanti “l’identità professionale”, ovvero il problema di spiegare la definizione e la professione di counselor al pubblico.

I counselor negli Stati Uniti hanno notato che il posto dove iniziare l’educazione del pubblico riguardo alla natura unica della professione di counselor (incluso quanto il counseling è simile o differente da professioni quali lo psicologo o l’assistente sociale) è il programma biennale in counseling, che segue la laurea quadriennale. Una volta che i counselor saranno preparati circa l’identità professionale di counselor stesso (tramite un’adeguata preparazione in counseling, lo studente prende coscienza di sé e della professione che andrà a esercitare), saranno poi in grado di educare i loro clienti e il pubblico esercitando la professione di counselor. Alla fine dei programmi di preparazione per counselor negli Stati Uniti, dai nuovi counselor ci si aspetta che siano in grado di spiegare i programmi di preparazione per counselor in dettaglio, di discutere le conoscenze e le abilità che un counselor deve possedere, di spiegare il modo in cui un counselor assiste un cliente con problemi, e di distinguere la preparazione e il lavoro dei counselor da quelli degli psicologi e degli assistenti sociali. Grazie a tutta questa preparazione si definisce la cosiddetta “identità professionale”.

La prima sfida per i counselor italiani sarà quindi quella di accordarsi riguardo agli standard minimi di preparazione e poi, il passo successivo, sarà quello di educare i presenti e futuri counselor all’identità professionale della professione in counseling. I counselor italiani saranno poi in grado di educare il pubblico alla comprensione della professione di counseling in maniera efficace.

Rispondere alle difficoltà legislative e politiche sollevate dall’ordine degli psicologi, degli assistenti sociali e da altri gruppi professionali
Dal momento in cui la prima legge abilitante fu varata nel 1976 in Virginia fino ai giorni presenti, psicologi, assistenti sociali e altri gruppi professionali, hanno contestato il diritto all’esercizio della professione dei counselor negli Stati Uniti. In molti stati sono stati introdotti decreti legislativi nella normativa dello stato stesso per limitare l’attività dei counselor in determinate aree tra cui: l’uso di test psicologici nella loro attività; l’esercizio del counseling a particolari categorie di clienti (per esempio coloro a cui è stato diagnosticato un disturbo mentale); l’esercizio del counseling per particolari funzioni (per esempio, il counseling familiare). I counselor, tramite le loro organizzazioni professionali come la American Counseling Association, hanno dovuto lottare contro quei decreti legislativi e hanno dovuto convincere dei funzionari eletti che i counselor che praticano counseling sono competenti e che la loro attività non dovrebbe essere limitata solo perché altri gruppi professionali, come gli psicologi o gli assistenti sociali, dicono che i counselor non sono adeguatamente preparati a esercitare dei compiti di counseling.

Oltre a essere stati messi in difficoltà da enti legislativi, i counselor che lavorano in agenzie governative, studi privati, agenzie no profit, scuole e università hanno dovuto affrontare delle situazioni in cui i responsabili hanno cercato di limitare la loro abilità nell’esercitare legittime funzioni di counseling. È difficile per i singoli counselor essere impiegati in tali sfide, e, per questo motivo, spesso i counselor si sono rivolti, in cerca di supporto, alla American Counseling Association e ad altre organizzazioni di counseling.

I singoli counselor in Italia, troveranno difficile resistere alle provocazioni lanciate da professioni come quelle di psicologi, assistenti sociali o enti che vorranno impedire loro di praticare la professione per cui sono stati preparati. Gli italiani dovranno riunirsi in associazioni professionali così da potersi confrontare e poter rispondere in modo unitario alle sfide che saranno loro lanciate. In Italia gruppi professionali come quelli costituiti dai medici, dagli avvocati e dagli psicologi, sono ormai consolidati, ma proprio per questo riescono efficacemente a proteggere il loro diritto alla professione senza che ci siano interferenze da altri gruppi professionali. La stessa cosa dovrà quindi essere attuata dai counselor.

Creare categorie lavorative per i counselor
Il counseling è una professione relativamente nuova negli Stati Uniti (se comparata a professioni già esistenti al tempo della costituzione del paese nel 1776), e per questo motivo, posti che offrivano servizi di counseling (ospedali, scuole, agenzie militari etc.) spesso, non avevano delle categorie lavorative specifiche per i counselor (l’amministrazione creava posti di lavoro per assistenti sociali, medici, psicologi etc., ma non pensava a crearne per i counselor). Agenzie governative, agenzie no profit, organizzazioni private, scuole, università, ospedali e altri ambienti di lavoro hanno di solito delle categorie lavorative già fissate per psicologi e assistenti sociali, ma finora, non hanno mai avuto delle categorie lavorative appositamente pensate per i counselor. Durante gli anni, i counselor negli Stati Uniti sono stati assunti per praticare servizi di counseling in contesti lavorativi in cui precedentemente e solitamente venivano autorizzati solo figure professionali come psicologi, assistenti sociali, insegnanti, consulenti etc. Questo comporta un problema riguardo alla denominazione dei titoli lavorativi (es. counselor, psicologo, medico etc.), ovvero la denominazione di un nuovo titolo lavorativo, associato alle relative competenze professionali (un counselor è una professione nuova e può a tutti gli effetti occuparsi di counseling). I problemi riguardanti i titoli lavorativi sono difficili da superare perché ogni agenzia o ente che ha l’autorità di creare o cambiare titoli lavorativi deve essere individuata e deve essere richiesta la creazione di nuove categorie lavorative per counselor (per esempio devono essere individuate le agenzie militari che prevedevano il lavoro di medici e psicologi ma non di counselor e a quel punto devono essere richiesti nuovi posti di lavoro per i counselor). In tutti gli Stati Uniti, sono stati creati nuovi titoli lavorativi per i counselor e nuovi titoli lavorativi per counselor sono costantemente sotto considerazione. Però, oggi, molti counselor negli Stati Uniti sono esclusi dall’essere considerati per lavori che richiedono servizi di counseling, proprio perché non ci sono titoli lavorativi per counselor. E ad oggi, alcuni counselor continuano ad avere titoli lavorativi inappropriati come per esempio assistenti psicologi, assistenti sociali, tecnici etc., proprio perché non si è stato in grado di inserire nuove categorie lavorative appropriate per i counselor.

In Italia, i counselor che lavorano per organizzazioni hanno maggiore possibilità per stimolare il cambiamento all’interno di agenzie governative, agenzie no profit, organizzazioni private, scuole, università, ospedali etc. I counselor all’interno delle organizzazioni possono suggerire la creazione di categorie lavorative per counselor, così che poi i counselor possano essere assunti per esercitare i servizi di counseling che le organizzazioni offrono. Di certo, i counselor all’interno di queste organizzazioni che non prevedono categorie lavorative per counselor, avranno bisogno dell’influenza di associazioni professionali di counseling (come la American Counseling Association) per stabilire categorie lavorative per counselor.

Si spera che quest’analisi delle attività di counseling sia stata utile per i leader della professione di counseling in Italia. Gli italiani hanno una grande opportunità per essere leader in Europa nello sviluppo del counseling come professione di successo.

Theodore P. Remley, Jr. è docente di Counseling presso la Old Dominion University (Norfolk, Virginia). Per contatti: tremley@odu.edu

Articolo tradotto da Laura Patrignani (laura8.patri@hotmail.com) e pubblicato in esclusiva per AssoCounseling su richiesta dell'autore.

titolo: Il riconoscimento della professione di Counseling secondo il governo degli Stati Uniti d’America
autore/curatore: Theodore P. Remley, Jr.
argomento: Professione
fonte: AssoCounseling
data di pubblicazione: 10/03/2013
keywords: counseling, stati uniti, riconoscimento, american counseling association, cacrep, italia

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