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Il counseling in scena


 
L'insostenibile leggerezza del giornalista d'inchiesta improvvisatoAncora non mi è chiarissima la ragione, ma ogni qualvolta AltraPsicologia pubblica un articolo che ha a che fare con il counseling, si scatena una sorta di panico generale nella nostra comunità. Di solito tendo ad andare oltre – anche per evitare inutili polemiche – e rispondo privatamente ai tanti che mi scrivono.

Ma l’ultimo articolo pubblicato a firma di Anna Patrizia Guarino è a dir poco imbarazzante. Imbarazzante per la povertà di argomenti, imbarazzante per la goffa strumentalizzazione che si fa della Legge 4, ma soprattutto imbarazzante per i grossolani errori che contiene.

Talmente tanto imbarazzante e fuorviante, che non si può proprio tacere, non fosse altro perché AssoCounseling è direttamente chiamata in causa.

Si tratta di “Legge 4/2013 sulle Professioni Non regolamentate: successo o fallimento?” che potete trovare a questo indirizzo.

L’articolo è palesemente strumentale: attraverso una digressione sulla Legge 4, si prova a colpire AssoCounseling, parlando evidentemente di ciò che non si conosce.

Proviamo ad analizzarlo nel dettaglio. Parlando delle professioni potenzialmente afferenti alla Legge 4, l’autrice sostiene:

In generale, la logica era (e di logica si trattava) che la nuova professione dovesse essere, appunto, NUOVA e non già presente.

Niente di più falso! In tutta la Legge non si parla da nessuna parte di “nuova professione”. Peraltro basti pensare, ad esempio, che l’Associazione Grafologica Italiana è del 1961, mentre l’associazione dei bibliotecari è addirittura del 1951. Alla faccia della novità!

Nella Legge 4 la discriminante non è certo l’età o la novità, né di una professione né tanto meno di un’associazione. La discriminante consiste nel fatto che, quella determinata professione, non sia regolamentata dallo Stato italiano.

Prosegue l’autrice:

Inoltre, non tutte le professioni non regolamentate sono emerse dal “nero” della non-regolamentazione, ad esempio nelle liste del MISE non si vedono i cosiddetti naturopati, né i cosiddetti nutrizionisti, i legal coach, gli operatori olistici, ecc. che però continuano ad “operare”, senza nessuna regolamentazione.

Lo scopo della Legge 4 non è quello di far emergere niente. La Legge 4 ribadisce la possibilità, per chi lo desidera, di costituirsi in associazioni tra professionisti. A loro volta tali associazioni hanno la possibilità – non l’obbligo – di richiedere al MISE il proprio inserimento nell’elenco. Ed è evidente che tutti continueranno ad operare in assenza di una regolamentazione, MISE o non MISE. Dunque, quale che sia il motivo per cui la categoria X o l’associazione Y ha deciso di non richiedere al MISE il proprio inserimento nell’elenco gestito dallo stesso Ministero, questo è del tutto irrilevante.

Illuminante anche questo paragrafo:

E anche per quanto riguarda la TRASPARENZA per i consumatori, ci sono forti dubbi. Ad esempio, se si clicca sul nome di ogni associazione, vi è un link che rimanda ad un file pdf con le informazioni dell’associazione stessa e una descrizione della nuova professione. Tuttavia, ci sono errori sui link della lista (la FERPi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana ha il link di un’altra associazione, la ERSI – Esperti Riferme e Serrature Italia), per non parlare di alcune descrizioni, assolutamente “evanescenti”. Dunque in sostanza l’autrice sta sostenendo che siccome sul sito del MISE c’è un collegamento ipertestuale errato, questo minerebbe la trasparenza verso i consumatori.

Il caso vuole che proprio sul sito di AltraPsicologia e, guarda caso, proprio in riferimento al nome dell’autrice dell’articolo, Anna Patrizia Guarino, vi sia un link errato! Cliccando sul suo nome infatti si accede a questo link che però non rimanda ad un bel niente, anzi la pagina recita inesorabile: “Non trovato”. Questo appare essere un vero e proprio contrappasso dantesco!

Qui gladio ferit gladio perit.

Ma ora viene il bello, perché inizia l’attacco frontale ad AssoCounseling:

Vi è poi un’associazione che non ha per niente definito la nuova professione nel foglio pdf del sito del MISE, ma rimanda ad una definizione descritta SUL LORO SITO WEB! Una definizione che potrebbe quindi cambiare in qualsiasi momento. In altre parole, il MISE ha accettato ed ammesso alle liste un’associazione che oggi potrebbe scrivere che la professione oggetto di regolamentazione riguarda impastare il pane di segale, domani potrebbe scrivere che riguarda l’assistenza tributaria, dopodomani potrebbe riguardare i massaggi Shiatsu o l’amministrazione di un condomino, ecc.

AssoCounseling ha depositato presso il MISE la propria definizione di counseling. L’ha depositata insieme a tutti gli altri documenti richiesti, con tanto di timbro e firma del suo Presidente e sotto la piena responsabilità (penale e non solo) dello stesso. Semplicemente tale documento non è pubblicato dal MISE e vi è dunque un rimando al sito web di AssoCounseling: http://www.assocounseling.it/counseling/definizione-di-counseling.asp Come si può facilmente leggere, al termine della definizione è riportato che la stessa è stata approvata dall’Assemblea dei soci in data 2 aprile 2011. Dunque, per essere eventualmente modificata, dovrà passare nuovamente dall’Assemblea. E, altrettanto evidentemente, tale modifica sarebbe nuovamente sottoposta al MISE. Se la Guarino avesse studiato la lezione, lo saprebbe, ma preferisce improvvisarsi commentatrice delle procedure ministeriali pur ignorandole completamente.

Ma ora arriva la vera chicca:

In realtà, vi è una cosa ben più grave di questa: se si va sul sito di questa associazione (Assocounseling) si scopre che fra gli ambiti della cosiddetta professione del counselor ci sarebbe l’ambito SANITARIO. MA L’AMBITO SANITARIO E’ ESPRESSAMENTE VIETATO DALLA STESSA LEGGE 4/13 NELL’ART 1 COMMA 2 E PIU’ VOLTE ESPLICITATO NEL SITO DEL MISE.

A parte il fatto che AssoCounseling si scrive con la “C” maiuscola… La Legge 4 non parla affatto di divieto di lavoro in ambito sanitario. Ma che versione della Legge 4 ha la Guarino? Quella pubblicata a puntate su Cioè?

La Legge 4 dice che la stessa non è applicabile alle professioni sanitarie. Alle professioni, non agli ambiti di lavoro!!! Ma la Guarino conosce la differenza tra professione e ambito lavorativo?

Le professioni sanitarie sono una cosa: medico, psicologo, infermiere, farmacista, etc. Lavorare in ambito sanitario è tutta un’altra roba… Basti pensare, ad esempio, a quei counselor impiegati nelle ASL che si occupano di supportare persone che hanno contratto il virus HIV. L’ambito di lavoro – la ASL – è certamente sanitario, ma la professione continua ad essere non sanitaria, in quanto continua ad essere un intervento di counseling.

Andiamo avanti:

Se le linee guida per le associazioni, affidate alla Colap (Coordinamento Libere associazioni) e non espresse dal MISE non tutelano la clientela e non hanno affrontato preventivamente le possibili problematiche di sovrapposizione con professioni già esistenti, se non ci sono controlli efficaci e il MISE accetta domande nelle quali la definizione della professione da regolamentare è rimandata ad un sito web dinamico, è difficile credere in questa legge.

A parte che CoLAP è un acronimo la cui prima parola è maschile (coordinamento) e dunque va declinato al maschile… A parte che non si fa un atto di credenza verso una Legge ma, tutt’al più, di conoscenza… Le linee guida non sono state certo “affidate” al CoLAP: è il CoLAP che per i propri associati offre un aiuto nella strutturazione della richiesta al MISE.

E perché mai sempre la Guarino parla di assenza di “controlli efficaci” da parte del MISE? Forse ignora che la pratica di inserimento di AssoCounseling è stata vagliata anche dal Ministero della Salute, a cui proprio il MISE si era rivolto onde evitare questioni di sovrapposizioni con altre professioni (leggi quella di psicologo)?

Ora, ben comprendo che alla Guarino possa non andar giù il fatto che il Ministero della Salute abbia dato il nulla osta all’inserimento di AssoCounseling, ma da qui ad arrampicarsi sugli specchi per perorare la propria causa, ce ne corre!

Dulcis in fundo:

Nel frattempo, abbiamo un sommerso ancora altissimo con l’idea dilagante che chiunque possa fare qualsiasi mestiere senza nessuna formazione specifica, limiti sui metodi, tecniche o ambiti, sovrapponendosi a professioni regolamentate, con potenziali danni e nessuna assicurazione o tutela per i clienti.

La frase, così costruita, è veramente tendenziosa e fuorviante. L’autrice si avventura nello strutturare un pericoloso nesso (peraltro senza citare mezza fonte!) tra l’evasione fiscale e le professioni non regolamentate. Come se tutti gli psicologi facessero fattura…

Non contenta ritiene che vi sia l’idea dilagante che chiunque possa e voglia fare tutto, anche qui non supportando il Guarino-pensiero con mezza fonte.

Che dire? Beh, che per fortuna non tutti sono come la Guarino che pensano di diventare d’emblée un giornalista d’inchiesta (a proposito dell’idea dilagante che chiunque possa e voglia fare tutto...).

titolo: L'insostenibile leggerezza del giornalista d'inchiesta improvvisato
autore/curatore: Tommaso Valleri
argomento: Politica Professionale
fonte: tommasovalleri.com
data di pubblicazione: 18/06/2015
keywords: AltraPsicologia, Anna Patrizia Guarino, MISE, Legge 4, CoLAP

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