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Il counseling in scena


 
Se gli psicologi scimmiottano i counselorAnticipo le conclusioni: le brutte copie sono sempre peggiori degli originali. Nei giorni scorsi mi segnalano il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”. Tra me e me, dico: “Che bella iniziativa!”. Finalmente anche gli psicologi hanno compreso l’utilità di aprirsi alle logiche del modello accreditatorio.

Ma questo nome, il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”, già lo avevo sentito. Me ne ero occupato circa un anno fa e per l’occasione scrissi un articoletto intitolato “Associazione Psicologi Lombardia: la disinformazione al servizio del marketing”, che potete leggere qui.

Si tratta della solita Associazione Psicologi Lombardia la quale, senza vergogna alcuna, ha scopiazzato a mani basse da AssoCounseling.

E passi per il modulo di iscrizione (con tanto di errore quando cita, in relazione alla privacy, una legge che non esiste più) che è pressoché identico a quello che utilizzato da AssoCounseling, ma addirittura scopiazzare la definizione di counseling, che dovrebbe essere un pilastro fondante di ogni associazione di categoria… quello no, è veramente troppo.

E, come se non bastasse, dopo che le maggiori associazioni di categoria di counseling italiane hanno dato vita a Federcounseling, che si inventano? Federpsicologi!!! Sì, avete capito bene: Federpsicologi ovvero la brutta copia di Federcounseling.

La cosa, se non fosse tragica, farebbe sorridere…

A quel punto mi sono preso la briga di approfondire la vicenda e, per comodità dei miei lettori, illustrerò alcuni punti a mio avviso salienti. Il tutto, naturalmente, sempre con il “sorriso sulle labbra” perché, altrimenti, ci sarebbe solo da piangere e disperarsi.

1) Chi c’è dietro tutto questo?
Il dominio psycounseling.it (dove risiede il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”) è registrato a nome della società Sperling s.r.l. di Varese, il cui admin contact è Roberto Gavin. Anche il dominio federpsicologi.it (seppur non funzionante) è della società Sperling s.r.l. di Varese e anche in questo caso l’admin contact è sempre Gavin. Il dominio psicologilombardia.it, invece (quello dell’Associazione Psicologi Lombardia), fa capo direttamente a Roberto Gavin, sia come registrant che come admin contact.

Ora è singolare notare che, provando a scaricare il modulo di iscrizione di uno qualunque dei corsi proposti dall’Associazione Psicologi Lombardia, venga richiesto di effettuare il pagamento alla società Sperling s.r.l.

Dunque, ricapitolando, Roberto Gavin – l’unico nome che ricorre sempre – sembra essere quello che tira le fila di tutto: la società che fattura i corsi, l’associazione senza fine di lucro che eroga i corsi (fatturati però dall’s.r.l.), la società che detiene il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling” e anche il brand “Federpsicologi”.

Non a caso, benché lo Statuto di APL sia articolato e riporti molti scopi, sembra che l’unico di essi attuato sia l’erogazione di corsi di formazione. Anche la loro pagina Facebook è illuminante: gli unici post presenti sono pubblicità dei corsi di formazione intercalati da post pesantemente contro il counseling e le associazioni di counseling.

Ma se lo scopo – più che legittimo – è quello di vendere formazione, mi chiedo, c’era bisogno di sollevare tutto questo polverone?

2) Autoreferenzialità allo stato puro
Vuoi iscriverti gratuitamente al “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”? Se vuoi puoi frequentare un master in counseling accreditato dal Registro stesso. Quali sono i master accreditati? A quanto ci risulta dal loro sito web gli unici master in counseling accreditati sono quelli promossi dall’Associazione Psicologi Lombardia che, in realtà, sono fatturati e co-erogati dalla società Sperling s.r.l. di Varese.

Si tratta di un Master in counseling psicologico di 56 ore e di un Master in counseling a mediazione corporea, anch’esso di una sessantina di ore.

Dunque, ricapitolando, la società Sperling s.r.l., attraverso il brand “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”, accredita… se stessa e la propria formazione (sic!).

3) Cos’è il counseling psicologico?
Bella domanda. Secondo me è l’intervento di counseling fatto da uno psicologo che, a differenza di un counselor, può utilizzare strumenti tipici – e in alcuni casi riservati – della professione di psicologo come, ad esempio, il colloquio psicologico o la somministrazione di un test psicologico.

Secondo il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling”, invece, il counseling psicologico è qualcosa di previsto addirittura dalla Legge italiana ed in particolare dalla 56/89 (ovvero la legge di ordinamento della professione di psicologo).

Panico… conosco la 56/89 a memoria e tuttavia non ricordo alcun passaggio in cui si menziona il “counseling psicologico”. Dunque, delle due l’una: o sono le prime avvisaglie di arteriosclerosi per me o… APL ha preso una cantonata! Fortunatamente per me – ma anche un po’ per voi – è APL che ha preso una cantonata, poiché nella 56/89 non si menziona né il counseling né il counseling psicologico.

Secondo APL il counseling psicologico è: “[…] orientare, favorire, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona e la sua qualità di vita, agevolando atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità, le consapevolezze e le risorse strettamente personali […]”.

E ancora: “[…] per singole persone o per gruppi di individui, in molteplici contesti (coppia, famiglia, scuola, azienda, ospedale, università, comunità, carcere, palestra, etc.)”.

Vi ricorda vagamente qualcosa?

“Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale”.

Quella appena riportata è la definizione di counseling di AssoCounseling. Credo che ogni commento sia superfluo.

4) Il counseling è diverso dal counseling psicologico. Punto
E chi lo dice? Io? AssoCounseling? Federcounseling? No, è proprio APL a dircelo, ricordandoci che gli iscritti al “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling” possono definirsi counselor professionisti, in quanto questo è consentito loro dalla Legge 4/2013 relativa alle professioni non regolamentate (concetto questo sbagliato poiché non è la Legge 4 che consente di definirsi “counselor”).

Dunque è la stessa APL ad ammettere che il counseling professionale è una cosa diversa dal counseling psicologico. Bene! Anzi: meglio! Credo proprio che quando ci troveremo il prossimo autunno al TAR Lazio, a discutere con il CNOP della differenza tra counseling e counseling psicologico, porteremo a sostegno delle nostre tesi proprio quanto affermato da APL che, in fin dei conti, è una associazione di psicologi che ha, tra gli scopi statutari, quello del contrasto all’abusivismo. Non solo, essendo nostri storici detrattori, saranno ancora più credibili come testimoni a nostro favore!

5) Ma quelli di APL l’hanno letta la Legge 4?
La domanda è legittima.

Diamo per scontato che il “Registro Nazionale Psicologi Esperti in Counseling” sia una vera associazione professionale di categoria (e non lo è, visto che non risponde a nessuno dei canoni richiesti dalla Legge 4 e, per di più, è una società di capitali).

Come scritto chiaramente nell’articolo 1, comma 2, rientrano nella Legge 4 tutte le professioni intellettuali “[…] con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative”.

Dunque, se provo a stare dietro al ragionamento di APL, o il “counseling psicologico” non è riservato agli psicologi e dunque rientra nella Legge 4 o il “counseling psicologico”, se è riservato agli psicologi, non può rientrare nella Legge 4 ed è dunque diverso dal counseling non psicologico.

Tertium non datur.

6) Legge 4, scuole di formazione, attestati: quanta confusione!
Ma insomma, alla fine, con quale corso ti puoi iscrivere a questo Registro? La risposta è presto data: si tratta del “Master in counseling psicologico”, della durata di 56 ore (sic!), il cui programma integrale trovate qui.

Si legge che il master rilascia un “attestato di qualifica di counselor professionista ai sensi della Legge 4” e consente l’iscrizione diretta all’elenco nazionale degli psicologi esperti di counseling.

Mmmm… ho come l’impressione che il giorno che spiegavano la Legge 4 quelli di APL fossero assenti.

Anzitutto non esiste alcun “attestato di qualifica di counselor professionista” rilasciabile ai sensi della Legge 4. Esiste, casomai, un “attestato di qualità e di qualificazione dei servizi” che può essere rilasciato ai sensi dell’art. 4, Legge 4/2013.

Non è esattamente la stessa cosa: infatti un “attestato di qualifica” è un titolo di studio che si ottiene al termine di un percorso formativo organizzato da enti e istituti autorizzati dalla Regione. Per essere precisi: da agenzie formative accreditate dalla Regione. E, perché ciò possa accadere, occorre che a monte la Regione abbia definito il profilo professionale di counselor (cosa che ad oggi non mi risulta).

Non solo: l’attestato di qualità e di qualificazione dei servizi, ai sensi dell’art. 4 della Legge 4/2013, non viene rilasciato dagli enti di formazione, i quali si limitano a rilasciare un diploma (un attestato di partecipazione ad un corso, un certificato, etc.). L’attestato in questione viene rilasciato da un’associazione professionale di categoria, così come previsto proprio dalla Legge 4, quella stessa Legge che APL cita nel sito a più riprese pur ignorandone completamente i contenuti e le disposizioni.

Questa è una vera e propria pubblicità ingannevole e credo che valga la pena segnalare tutto questo al Ministero dello Sviluppo Economico. Non solo: probabilmente occorrerebbe anche investire l’antitrust.

Per non tediarvi oltre mi fermo qui, certo di aver dimostrato che questo plateale taroccamento è venuto decisamente peggio dell’originale.

E, per dirla proprio tutta, siamo anche un po’ contenti: in fondo, quando iniziano ad imitarti, significa che sei diventato famoso!

titolo: Se gli psicologi scimmiottano i counselor
autore/curatore: Tommaso Valleri
argomento: Politica professionale
fonte: Federcounseling
data di pubblicazione: 21/05/2015
keywords: apl, assocounseling, counseling, federcounseling, federpsicologi, roberto gavin

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