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Il counseling in scena


 
Le Partite IVA attendono con trepidazione il prossimo 20 febbraio. Sarà quello il giorno, secondo quanto promesso dal Presidente del Consiglio, in cui il Governo interverrà sul caos, sull’ingistizia e sulla vessazione varata con la Legge di Stabilità del 2015, che ha disposto non solo l’innalzamento dell’imposta sostitutiva sul regime dei minimi da 5% al 15% (abbassando i ricavi a un massimo di 15mila euro), ma ha confermato l’aumento dei contributi INPS al 30,75% da versare per gli iscritti alla Gestione Separata.

Una stangata che non lascia scampo a nessuno e che rende la vita ancora più dura a professionisti, freelance, ecc.

Per il Governo «un autogol clamoroso», come lo ha definito lo stesso Matteo Renzi nel corso di un intervista alla trasmissione tv di La7 «Le Invasioni Barbariche», un’inequità assoluta per le partite IVA che, detto in parole povere, non riescono più a campare.

Il Premier ha intenzione di correggere lo sbaglio, la data indicata è quella del 20 febbraio dunque, giorno in cui il Consiglio dei Ministri analizzerà il decreto fiscale che riguardà i provvedimenti presi dall’esecutivo in materia di evasione, catasto, ecc.: «Nei decreti delegati sul fisco c’è anche lo spazio per modificare in meglio le norme sulle partite Iva e spero riusciremo a presentare».

Occorre attendere quindi, sperando di non incorrere nell’ennesima sorpresa sgradita. Nel frattempo, la necessità di intervenire sulle norme entrate in vigore lo scorso 1°gennaio viene descritta da tutti come urgente e irrevocabile.

Per fare un esempio, secondo i calcoli della CNA, Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa, i risparmi di chi decide di aprire una partita Iva con il nuovo regime forfetario vengono totalmente annullati dagli oneri da versare. Ma c’è di più, perché in base all’analisi dell’associazione, nella maggior parte dei casi, i tributi da pagare risultano superiori ai risparmi degli oneri burocratici.

In poche parole, non solo chi ha una Partita IVA non guadagna nulla, ma perde i propri soldi.

L’aumento delle tasse va ricadere su professionisti in difficoltà, spesso allo stremo, che nel corso degli ultimi 10 anni, e più precisamente tra il 2005 e il 2013, hanno visto il loro reddito diminuire in media del 39,2% ( dato riportato all’interno del quarto Rapporto dell’Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali Privati).

Servono altre prove? Secondo il Consiglio Nazionale Architetti e il Cresme, un architetto italiano ha un guadagno annuale medio pari a 17 mila euro. Soldi che, al metto di tasse e contributi, scendono del 50%. La cifra scende a 11 mila euro al Sud dove, un laureato in architettura di trent’anni che esercita la professione non riesce a raggiungere neanche uno stipendio di 500 euro al mese.

Con ogni probabilità il prossimo 20 febbraio le modifiche riguarderanno un ritorno al passato. Il che significa che per il regime dei minimi tornerà l’aliquota al 5%, mentre per i contributi INPS della Gestione Separata verranno bloccati gli aumenti progressivi previsti fino al 2018, rincari che porteranno le aliquote a salire fino al 33%.

titolo: Partita IVA e Gestione Separata INPS 2015: ll Governo interverrà il 20 febbraio
autore/curatore: Vittoria Patanè
fonte: Forexinfo
data di pubblicazione: 03/02/2015
tags: fisco, inps, partite iva, gestione separata, regime minimi

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